I salmoni in Alaska si restringono: colpa del caldo

In Alaska la taglia media dei salmoni sta diminuendo. Importanti saranno le ripercussioni sull'ambiente e sull'economia delle popolazioni locali.

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In Alaska la taglia media dei salmoni sta diminuendo. Cambiamenti climatici e competizione interspecifica potrebbero esserne le cause e le conseguenze per l’ambiente e l’economia umana sarebbero estremamente negative.

La ricerca pubblicata su Nature analizza le dimensioni medie dei salmoni pescati in Alaska dal 1990 ad oggi.

Le specie esaminate sono il salmone reale (Oncorhynchus tshawytscha), il salmone argentato (Oncorhynchus kisutch), il salmone keta (Oncorhynchus keta) e il salmone rosso (Oncorhynchus nerka).

Tutte e quattro le specie hanno subito riduzioni di taglia non indifferenti.

Tuttavia non si parla di un rallentamento o un arresto della loro crescita ma di una maturità sessuale raggiunta ad un’età sempre più precoce. Di conseguenza è minore la taglia degli individui che risalgono i fiumi per riprodursi.

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Perché sta diminuendo la taglia dei salmoni

le cause della diminuzione di taglia nei salmoni sono principalmente due.

La prima è il clima poiché altri studi dimostrano che con l’aumento delle temperature molti pesci accelerano i loro metabolismo velocizzando il loro sviluppo.

Nel caso dei salmoni lo sviluppo più rapido si traduce nel raggiungimento dell’età riproduttiva in tempi che non coincidono con la taglia che avrebbero raggiunto in passato per tale scopo.

La seconda causa sta nella concorrenza con altre specie, in particolare il salmone rosa (Oncorhynchus gorbuscha) in quanto la crescita eccessiva delle sue popolazioni, in seguito ai vari rilasci annuali di soggetti provenienti da allevamenti, influenza le disponibilità alimentari e di risorse degli altri salmoni.

Questi ultimi, infatti, hanno visto abbassarsi la taglia media, nel corso degli anni, in concomitanza con periodi di abbondanza di salmoni rosa.

Le conseguenze

Per quanto possa sembrare problema da poco la riduzione della taglia e dell’età riproduttiva dei salmoni in Alaska può avere effetti decisamente rilevanti sull’ecosistema e sulle attività umane.

I salmoni che risalgono i fiumi sono un importantissima risorsa per alcuni ecosistemi dell’Alaska in quanto il loro ritorno alle acque interne per la riproduzione è un fenomeno che coinvolge animali e piante locali.

Ma pesci più piccoli vuol dire meno cibo per i predatori e minor ritorno di sostanze provenienti dal mare, processo indispensabile per la biodiversità e l’intero ecosistema.

Per l’uomo, invece, la riduzione di taglia dei salmoni si traduce in una riduzione del pescato sia in termini di quantità che di qualità.

Soggetti più piccoli e giovani, ma già maturi, producono meno uova e i pesci che ritornano nelle acque interne hanno un apporto calorico inferiore rispetto agli esemplari del passato.

Così risentirà del calo di salmoni non solo la pesca economica ma anche quella per sussistenza personale praticata dagli indigeni e dalle popolazioni locali, alcune delle quali dipendono in tutto e per tutto da questo tipo di pesca.

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