I Romanov e Filippo, un’unica linea di sangue

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Ormai di Filippo di Edimburgo, deceduto oggi alla veneranda età di 99 anni, sappiamo quasi tutto. Quel che non tutti sanno, è che tra le sue ascendenze c’è anche una sventurata famiglia spezzata nel sangue: i Romanov.

I Romanov e Filippo, quale connessione c’è?

Tempo fa ci siamo occupati del massacro di Ekaterinburg, dove lo zar Nicola II con la moglie Alessandra e cinque figli (più alcuni collaboratori) vennero trucidati dai bolscevichi. Era il 1918, nello scenario degli Urali. Ma che cosa ha a che fare il principe di Edimburgo con i Romanov? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.


Il massacro di Ekaterinburg: nel 1918 la caduta dello zar

Filippo di Edimburgo: una vita sempre dietro la regina


Un passo indietro

Cominciamo col dire che il principe, nato Filippo di Grecia e Danimarca, insieme alle quattro sorelle maggiori univa già in sé due diverse dinastie. Suo padre infatti era Andrea di Grecia, settimo figlio di Giorgio I e di Olga Kostantinovna di Russia (figlia di Nicola I). Sua madre invece era Alice di Battenberg, figlia di Luigi e di Vittoria d’Assia e del Reno (nipote della regina Vittoria). Vittoria d’Assia era figlia di Luigi e di Alice di Sassonia Coburgo, e sorella di Alice d’Assia e del Reno. Che altri non era se non Alessandra, zarina di Russia e moglie di Nicola II.

Nipote dello zar

Il massacro di Ekaterinburg era avvenuto tre anni prima della nascita del principe Filippo, il 10 giugno 1921 a Corfù. Egli quindi non conobbe mai né la prozia né i cinque cugini: ma sappiamo che il ritrovamento dei corpi non fu semplice né veloce, dilungandosi per diversi anni (anche per i vari tentativi di depistaggio). L’ultima notizia in ordine di tempo era del 2007, quando finalmente vennero identificati tutti i resti. Ma l’apporto del principe era datato molto prima.

L’ultimo erede dei Romanov

Era l’anno 1979 quando, su iniziativa dell’allora presidente Boris Eltsin, vennero scoperti alcuni dei resti. Il principe di Edimburgo, già allora unico nipote ancora in vita della zarina Alessandra, si era dunque offerto per la prova del DNA: il confronto di un suo lembo di pelle con i resti ritrovati. Questo importantissimo contributo fece finalmente luce sulla terribile scomparsa della famiglia reale russa, e sciolse i nodi relativi a millantatori che sostenevano di essere la granduchessa Anastasia o suo fratello Alessio. Uno dei tanti piccoli gesti dell’uomo che per più di settant’anni è rimasto al fianco della regina più longeva che la Storia ricordi.

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