I ritardi ai valichi di frontiera: la Romania si adeguerà all’area Schengen?

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Ritardi alla frontiera

La Romania ha aderito all’Unione Europea nel 2007, ma non ancora all’area Schengen. Questo fa si che i ritardi alla frontiera divengano insostenibili. Se per tutti gli altri Stati membri si tratta di attendere un massimo di 30 minuti, per la Romani il tempo pare essere infinito.

L’area Schengen che risolve i ritardi alla frontiera?

Un’attesa estenuante quella al valico fra Romania ed Ungheria, dove, si sono create code più lunghe di 7 chilometri. I ritardi fra le due nazioni non sono certo una novità se si considerata la non ancora attuata area Schengen. Ma si tratta di un fastidio snervante e, di un’attesa che supera le ore, divenendo addirittura numerabile in giorni. Dopo un giorno festivo, nel 2019, le code durarono quasi una settimana. Secondo il Presidente dell’unione nazionale dei trasportatori rumeni, la questione si riconduce al sistema di controllo. Sebbene esista un unico sportello, talvolta le autorità dei due paesi in questione, attuano differenti tipologie di controllo. Ciò porta inevitabilmente a un maggiore impiego del tempo, creando in conclusione disagi per coloro che sono sul valico. Da questo scaturisce un ulteriore problema, che si lega alla qualità del lavoro dei camionisti. Infatti se devono rispettare le date di consegna, questi ultimi sono costretti a non attuare soste e, a tenere un ritmo di lavoro serrato. Non solo il riposo è necessario, ma la pericolosità di viaggiare costantemente su strada, potrebbe portare a conseguenze ben più gravi.


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Le tre nazioni che non hanno aderito all’area Schengen

Le tre nazioni sono proprio la Romania, Bulgaria e Croazia. I confini di queste nazione, per esempio della Bulgaria con la Grecia, hanno le stesse problematiche elencate poc’anzi a proposito della Romania. Il Primo Ministro Romeno, ha chiarito che spera l’entrata in Schengen della Romania entro il 2024. Quello che blocca tale fase è il Meccanismo di Cooperazione e Valutazione in funzione della corruzione della Romani. Tale rapporto doveva già essere pubblicato nel 2020, ma è poi stato rinviato all’anno corrente. Tutti gli stati membri devono però essere favorevoli all’entrata della Romania in tale piano e, il Primo Ministro dei Paesi Bassi non lo è mai stato. Questo lo si deve ai pochi progressi attuati dalla stessa Romania alla lotta alla corruzione.

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