I ricercatori cinesi hanno trovato che il virus SARS-CoV-2 può ritrovarsi nell’apparato digerente di soggetti con patologia respiratoria

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È stato pubblicato uno studio cinese che ha esaminato (Xiao F, Tang M, et al. Evidence for gastrointestinal infection of SARS-CoV-2. Gastroenterology 2020 Mar 3. doi:10.1053/j.gastro.2020.02.055) che ha cercato la presenza CoV-2 nel siero, nei tamponi naso e orolaringofaringei, nelle urine, nelle feci e nei tessuti di pazienti con l’infezione da CoV-2. Il nuovo coronavirus sembrerebbe infettare anche le cellule dell’epitelio gastrointestinale e quindi si potrebbe trasmettere anche per via oro-fecale. L’infezione virale del tratto GI, e quindi la potenziale trasmissione oro-fecale sembrerebbe persistere anche dopo la clearance (l’eliminazione) del virus nel tratto respiratorio. Gli Autori ipotizzerebbero che potrebbe essere necessario attendere la negativizzazione del campione fecale per dichiarare la guarigione del paziente.

Lo studio è stato eseguito in 73 campioni di feci di pazienti ricoverati per COVID-19,in cui si è valutata la presenza dell’RNA virale del COVID-19. 39 dei 73 pazienti (53%) sono risultati positivi per il coronavirus SARS-CoV-2; la positività era presente dal giorno 1 al giorno 12 dell’infezione. In 17 pazienti (23%), i campioni di feci erano positivi anche dopo la negativizzazione del COVID-19 nei campioni proventi dall’apparato respiratorio.

Gli autori hanno eseguito l’esofagogastroduodenoscopia in un paziente osservando all’esame istologico la presenza della proteina virale e della proteina ACE-2 usata dal virus per entrare nelle cellule nell’epitelio gastrico, duodenale e rettale.

Esistono altri report che sostengono la trasmissione oro-fecale del coronavirus SARS-CoV-2: l’RNA virale è stato trovato nei campioni fecali del primo caso confermato di COVID-19 negli USA e in in 4/15 tamponi anali (27%) in un case study del People’s Hospital della Wuhan University.

Il fatto che il coronavirus potesse dare anche un infezione intestinale era conosciuto da tempo, ma l’osservazione che la negativizzazione del tampone delle vie respiratorie, in un soggetto con infezione di SARS-CoV-2, potesse non significare che il paziente fosse realmente guarito perché acontinuava ad essere presente nell’apparato digerente è un’osservazione molto importante per le misure di prevenzione dell’infezione.

Bibliografia

Gu J, Han B, et al. COVID-19: Gastrointestinal manifestations and potential fecal-oral transmission. Gastroenterology 2020 Mar 3.  doi:10.1053/j.gastro.2020.02.054

Holshue ML, DeBolt C, et al. First Case of 2019 Novel Coronavirus in the United States 2020 Jan 31. N Engl J Med. 2020. doi:10.1056/NEJMoa2001191

Zhang W, Du RH, et al. Molecular and serological investigation of 2019‐nCoV infected patients: implication of multiple shedding routes. Emerg Microbes Infect. 2020;9(1)386‐389. doi:10.1080/22221751.2020.1729071

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