I quattro elementi naturali e il benessere: l’acqua

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Continuiamo questa esplorazione nei quattro elementi naturali utili per il nostro benessere fisico e psichico. Chiudiamo gli occhi, respiriamo profondamente e immergiamoci oggi nell’elemento acqua.

L’elemento Acqua

L’acqua ha una grande valenza esoterica. Essa è la sorgente della vita, la matrice che sotto forma di liquido amniotico e delle acque primordiali preserva e da inizio alla vita.

Nei miti antichi l’acqua, componente primordiale, è un principio vitale inteso come mezzo della rigenerazione. Nella forma di pioggia rende fertile e feconda la terra. Infatti la goccia, l’infinitamente piccolo, contiene l’infinitamente grande, come il piccolo seme contiene in esso tutte le informazioni necessarie per lo sviluppo della vita.

L’acqua è un elemento sottile, infatti sotto forma di vapore sale verso il cielo e si impregna delle energie astrali. Successivamente torna sotto forma di pioggia sulla terra, fecondandola con le energie catturate nella dimensione sottile. La terra trae giovamento, dalle informazioni ricevute dall’acqua, per la sua continua evoluzione.

Nella teoria dei quattro elementi tradizionali l’acqua si pone al terzo posto: dopo il fuoco e l’aria e prima della terra. Questa posizione tra l’aria e la terra le spetta per quanto riguarda il movimento consentito dalla sua struttura e il suo simbolo è un triangolo equilatero rovesciato con il vertice verso il basso.

Simbologia dell’acqua

L’acqua rappresenta il femminile per eccellenza, in quanto è estremamente adattabile, passiva e ricettiva. Infatti allo stato liquido è flessibile, cambia la sua forma, adattandosi alle circostanze, aggirando gli ostacoli che incontra nel suo cammino. Dalla sorgente in cui nasce, pian piano giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume in un processo di continua trasformazione che è la sua vera forza. L’acqua scorre nelle profondità della terra, trapassando la materia oscura e densa, torna in superficie portando con se energie segrete. Infatti tramite l’acqua si ha l’iniziazione primordiale, la purificazione, sotto la forma del rito del battesimo.

L’acqua essendo un elemento passivo ha come virtù la calma e la temperanza. Come punto cardinale è l’ovest; come stagione è l’autunno. L’ora favorita è il crepuscolo. La stagione di riferimento è l’autunno, la pianta il salice, i fiori la ninfea, il loto e il giglio d’acqua. I colori più affini sono il blu e il verde; la gemma è l’acquamarina. Pesci, delfini, balene e cetacei beneficiano della protezione della sua protezione.

Sono molti i simboli dell’Acqua, dalla luna, regina delle maree, alla femminilità, dalla riproduzione alla guarigione. Non a caso alcune religioni usano il battesimo come atto di rinascita e rigenerazione.

L’elemento acqua nello Zodiaco

L’Acqua è sorgente di vita ed elemento di purificazione interiore. È associata ai ricordi, ai sogni, all’intuito, alle emozioni, ai sentimenti.

Nello zodiaco, i segni d’Acqua sono Cancro, Scorpione e Pesci. Chi è dominata da questi segni è più probabile che si mostri incline all’altruismo, alla capacità di abbandonarsi, a provare sensi di colpa, alla condivisione e ai legami.

L’ Acqua è imprevedibile, mai uguale a se stessa. L’Acqua ha forme mutevoli che si adattano alle circostanze e aggirando gli ostacoli incontrati arriva sempre all’obiettivo preposto. L’Acqua è espansione e profondità e la sua forza ha un potere realmente terapeutico.

I quattro elementi naturali e il benessere: l’acqua

I trattamenti di benessere più coerenti con i segni zodiacali dell’ acqua sono i seguenti

1.TALASSOTERAPIA

 Il termine talassoterapia è l’unione del greco “thalassa”, mare, e cura “therapia”. Questi due elementi sono alla base di questa pratica millenaria già in uso tra Greci, Egiziani, i Fenici e Romani. Per queste popolazioni i bagni di mare e termali erano occasione per utilizzare l’acqua e i prodotti marini (alghe e fanghi) per stimolare, ri-mineralizzare, rilassare e rigenerare l’organismo. Si utilizzano ancora oggi le immersioni in acqua di mare calda o tiepida o nell’oceano, il clima marino, i fanghi, l’argilla, le sabbiature, le nebulizzazioni e i prodotti marini allo scopo di dare effetti benefici all’organismo.

Storia

L’albori di questa terapia vanno fatti risalire ad Ippocrate, per essere poi mantenuti, sperimentati e perfezionati nel tempo. Nel XVIII il dottor Charles Russell descrive i benefici terapeutici dell’acqua di mare nella sua opera “The use of sea water” (1753). Egli utilizzò ufficialmente l’ambiente marino a scopo terapeutico nello stabilimento di Brighton in Inghilterra. Nel XIX secolo nasce la talassoterapia come disciplina vera e propria in Bretagna, anche a seguito delle ricerche di Claude Bernard e di René Quinton, e poi si diffuse in tutta Europa.

Come funziona

La talassoterapia si basa sul principio che l’acqua di mare e il plasma umano sono molto simili. Quando il corpo viene immerso in acqua di mare tiepida il corpo assorbe attraverso i pori i minerali e gli oligoelementi di cui necessita attraverso la pelle, ristabilendo l’equilibrio dove vi sono scompensi.

Oltre all’acqua, le sostanze preziose possono essere portate all’organismo anche attraverso le alghe (dal potere antibiotico e batteriostatico), dalle argille, dai fanghi, dal sale o dalla sabbia. La talassoterapia si pratica in strutture site vicino al mare, spesso in apposite piscine o docce, facendo pediluvi e passeggiate in vasche o esercizi stando immersi in acqua e massaggi. L’acqua viene solitamente usata a una temperatura tiepida, circa 25°. Se l’acqua utilizzata ha una temperatura maggiore di 30° si parlerà di balneoterapia che ha un’azione benefica sul sistema circolatorio.

Quali disturbi cura la talassoterapia

La talassoterapia ha molte indicazioni terapeutiche positive:

aumenta il metabolismo grazie allo iodio che stimola l’organismo e aiuta a bruciare grassi;

migliora la circolazione, grazie al massaggio che fa l’acqua quando si cammina nelle vasche;

rinforza la muscolatura, velocizzando il flusso sanguigno.

Le alghe permettono di ridurre e modellare l’organismo, levigando la pelle e rendendola più compatta e tonica.

Per chi è utile la talassoterapia

La talassoterapia è in genere indicata per grandi e piccoli, anche per donne in gravidanza, per le quali esistono veri e propri percorsi specifici e cure, coadiuvate da impacchi e diete.

 In particolare è indicata per chi soffre di malattie della pelle, come: psoriasi, dermatiti, eczemi, eritemi; malattie respiratorie come: asma, catarro, sinusite, polmonite; malattie circolatorie, croniche e stati depressivi.

La talassoterapia è da evitare per le persone affette da malattie a carico del sistema nervoso, come epilessia e isterismo. I bagni di acqua fredda non sono consigliati a chi presenta disturbi cardiovascolari.

2. LINFODRENAGGIO

Per linfodrenaggio si intende una particolare tecnica di massaggio dolce e ritmico che favorisce la naturale circolazione della linfa all’interno del nostro corpo. Questa manualità eseguita da fisioterapisti specializzati, se associata ad un corretto stile alimentare e ad un’attività fisica aerobica, è la terapia più naturale ed efficace contro le alterazioni a carico del sistema linfatico (da problematiche di ritenzione idrica come la cellulite, fino a vere e proprie condizioni patologiche come il linfedema).

Storia

Il linfodrenaggio fu sperimentato per la prima volta dal fisioterapista Emil Vodder e da sua moglie Estrid negli anni ‘30, i quali perfezionarono la tecnica introdotta dal dottor Alexander Von Winiwarter, arrivando all’attuale tecnica di linfodrenaggio Vodder. Oggi, si ricorre a questa tecnica per favorire il drenaggio, la circolazione linfatica e l’espulsione dei liquidi linfatici dai tessuti.

Il Linfodrenaggio cos’è?

Rappresenta l’unica arma in campo riabilitativo per affrontare tutte le patologie a carico del sistema linfatico.

 Il sistema linfatico decorre parallelamente al sistema venoso allo scopo di rimuovere l’eccesso di fluido interstiziale e le tossine prodotte dai tessuti per portarli verso i linfonodi e il cuore. Spesso, per cause di varia natura, subisce rallentamenti o interruzioni per cui le scorie raccolte si depositano negli spazi intercellulari, provocando veri e propri edemi. Questi possono essere di vario grado: dalla classica “pelle a buccia d’arancia” fino a casi avanzati di linfedema dove il normale ritmo linfatico non basta a drenare i liquidi in eccesso.

Il linfodrenaggio manuale funge quindi da stimolo per la microcircolazione sanguigna e linfatica favorendo il drenaggio dei liquidi e l’eliminazione delle tossine.  Quindi è molto indicato per aiutare il riassorbimento dei gonfiori, per agevolare la cicatrizzazione di ulcere e piaghe nei casi più avanzati e per regolare il sistema neurovegetativo. Oltre all’effetto drenante, il linfodrenaggio potenzia le difese immunitarie dell’organismo, rigenera i tessuti reidratando la pelle, ha effetti ansiolitici oltre che miorilassanti.

Il massaggio linfodrenante svolge un’azione meccanica sulle aree del sistema linfatico (vasi e capillari linfatici, noduli linfatici e linfonodi, milza e timo) attraverso manovre sequenziali molto lente che rispettino particolari parametri come ritmo e direzione. Essendo presente in tutto il nostro corpo, parlando appunto di un “sistema linfatico” quando si effettua il linfodrenaggio, l’azione deve coinvolgere l’intera circolazione linfatica, per questo motivo il fisioterapista, oltre che trattare unicamente e direttamente la zona interessata dall’edema, dedicherà una parte della terapia anche al trattamento delle zone in cui sono presenti i linfonodi che scaricano la linfa nei tronchi linfatici terminali (raccolgono la linfa proveniente da tutto il corpo) e quindi nella regione del collo.

LINFODRENAGGIO METODO VODDER E METODO LEDUC

Il linfodrenaggio manuale viene eseguito secondo i dettami di diverse scuole; le due scuole più conosciute sono sono quella di Vodder e quella di Leduc. La prima, probabilmente la più nota, nacque nella prima metà del XX grazie a Emil Vodder, la scuola Leduc nasce qualche tempo dopo. Le due scuole si basano essenzialmente sugli stessi principi e la differenza sostanziale sta nella tipologia dei movimenti.

Il metodo Vodder prevede l’esecuzione di spinte circolari e rotatorie e movimenti erogatori e a pompaggio, mentre il metodo Leduc prevede solo la manovra di richiamo, da eseguire a valle della zona che presenta il disturbo, per svuotare i collettori linfatici, e la manovra di riassorbimento, che viene eseguita sulle aree in cui vi sia ritenzione, per favorire il riassorbimento dei liquidi.

Attualmente, il metodo Vodder è quello più diffuso ed applicato da medici, fisioterapisti e massaggiatori. L’esperto che va ad eseguire il massaggio deve conoscere il circolo linfatico e le zone da trattare, in modo da eseguire correttamente le manovre per facilitare la circolazione superficiale ed evitare di irritare la cute, attraverso manualità brusche, sfregamento, pressione eccessiva o costante. I movimenti devono essere ritmici, lenti e armoniosi, senza indurre stimoli eccessivi, che causino spasmi nei vasi linfatici e che rispettino il deflusso linfatico.

I benefici del Linfodrenaggio

In generale, quella del linfodrenaggio manuale è una tecnica che punta al miglioramento della circolazione linfatica, svolgendo tre azioni benefiche:

Drenaggio dei liquidi, in quanto ne favorisce l’eliminazione;

Rilassamento delle fibre muscolari;

Introduzione di leucociti e immunoglobuline nel circolo ematico.

Perché ciò avvenga, il massaggiatore dovrà fare attenzione a seguire il flusso linfatico e ad evitare frizione sulla pelle, per non causare dolore e arrossamenti al paziente.

Principali indicazioni

edemi linfatici (di specie primaria e secondaria);

flebedemi (a causa di stasi venose);

danni traumatici (ematoma, distorsione, fratture, strappamenti della fibra muscolare, lussazione, operazioni, bruciature);

cura consecutive del cancro (per esempio dopo operazioni al seno con estrazione di linfoghiandole ascellari);

condizione di gravidanza con personale adeguatamente formato (se fatto, infatti, in maniera sbagliata potrebbe stimolare le contrazioni e potrebbe aumentare di volume i linfonodi e creare scompensi sia per la mamma che per il bambino);

cellulite (panniculopatia edemato-fibro-sclerotica);

morbus Sudeck  (algodistrofia, CRPS = sindrome complesso del dolore).

Principali controindicazioni

Infiammazioni acute;

Tumori maligni;

Edema degli arti, dovuta ad insufficienza cardiaca;

Alterazioni della pressione, quali ipotensione o ipertensione;

Asma;

Infezioni generali o locali;

Trombosi venosa profonda.

Il linfodrenaggio manuale è spesso associato a quello meccanico con l’ utilizzo di macchinari come la pressoterapia. Questo va comunque accompagnato dal manuale poiché ciascun corpo ha i propri limiti di tolleranza alle pressioni, il proprio e tono di liquidi e adipe.

3. DOCCIA VICHY

La Vichy, o doccia ad affusione o doccia Evian vede i suoi primi impieghi in Francia. Il suo nome deriva dal latino affusio, versare e spandere che di per sé descrive la funzione della doccia, ovvero caduta dell’acqua dall’alto e massaggio sul corpo.

Note tecniche

La doccia Vichy si svolge singolarmente e si effettua da sdraiati. Stendendosi su un apposito materassino si viene colpiti da un getto d’acqua provieniente dall’alto da un’apposita plafoniera fissata al soffitto con più idrogetti, da 5 a 12, regolabili sia nella direzione del getto (verticale o obbliquo), nella pressione dell’acqua (fino a 7 atmosfere) che nella temperatura (da 32 a 38 gradi).

La doccia sfrutta l’effetto dell’acqua a pioggia per stimolare e tonificare i tessuti, rilassando il corpo. Con le temperature più fredde si mira più a rassodare e tonificare mentre con le temperature più alte si cerca di distendere i muscoli e rilassare la mente.

L’acqua, scendendo a pioggia con un’intensità variabile, scorre su tutto il corpo con naturalezza consentendo di effettuare diversi trattamenti, come uno scrub corpo oppure un massaggio acquatico da parte del terapista. Alla doccia spesso si associa la cromoterapia, l’aromaterapia e la musicoterapia.

I quattro elementi naturali e il benessere: l’acqua

Per concludere

Quando non stiamo bene, ascoltiamo quale elemento ci attrae, di quale elemento abbiamo bisogno. Se è l’acqua rechiamoci in un luogo dove possiamo sentirla, vederla, toccarla. Ad esempio andiamo su una spiaggia ad ascoltare il fragore delle onde e a bagnarci i piedi nudi o a farci proprio una bella nuotata. Andiamo se è possibile vicino ad una cascata per sentire lo scroscio dell’acqua che precipita e a osservare il lento o impetuoso scorrere di un fiume. In natura ci circonda tanta acqua, cerchiamola, amiamola e rispettiamola senza inquinarla e sprecarla per sentirci bene dentro e fuori.