“I poteri di Matilde”, esordio letterario di Mara Fallini

La giovane scrittrice Mara Fallini racconta di sé e del proprio nuovo libro

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Mara Fallini

Mara Fallini, interessante scoperta letteraria, si affaccia per la prima volta al mondo della narrativa con il romanzo d’esordio “I poteri di Matilde”. Ecco l’intervista che la scrittrice ha concesso ai nostri microfoni.

1. Iniziamo dal principio: parlaci di te. Chi è Mara Fallini? Cosa fa nella vita? Quali sono i suoi hobby?

È difficile descrivermi in poche parole. Tra le altre cose, sono una lettrice, una scrittrice, una viaggiatrice e una sognatrice, come dico nella biografia della mia pagina Instagram @mara.fallini.autrice.

Ho venticinque anni e lavoro nel campo del marketing. Fino allo scorso anno ero una studentessa universitaria all’estero. Ho studiato comunicazione e poi relazioni internazionali.

Ho diversi interessi tra cui, naturalmente, la lettura e la scrittura. Mi interesso di letteratura, di attualità e di politica e ho il pallino delle lingue straniere. Ma adoro anche viaggiare, lo yoga e andare a cavallo.

2. Come è nata la tua passione per la scrittura? Cosa scrivi? Per quali motivi scrivi?

Sono una persona estremamente fantasiosa. Da che ho memoria, ho sempre inventato storie, e credo di avere iniziato a scriverle appena ho imparato a farlo. Alle elementari scrivevo temi e racconti per bambini. A undici anni ho scritto persino un romanzo, ovviamente mai pubblicato, su una ragazzina che scopre di essere una sirena. Da adolescente narravo soprattutto trame romantiche e durante l’università mi sono avvicinata anche alla scrittura giornalistica. Adesso scrivo romanzi e articoli e tengo un diario per me stessa.

Scrivo perché credo di avere qualcosa di interessante da raccontare. Uso anche la scrittura come forma di terapia, per incanalare le emozioni e trasformarle in creatività. Ma principalmente scrivo per soddisfare l’istinto di farlo: ho bisogno di narrare le storie che immagino.

3. Parliamo adesso del tuo romanzo “I poteri di Matilde”. Quali temi tratti? Chi sono i personaggi?

I Poteri di Matilde” è un urban fantasy che racconta la storia di Matilde Lovato. Matilde è una ragazza di vent’anni nata con poteri magici legati alla leadership. Susanna, Qiang e Astrid, gli altri personaggi principali, hanno sottratto i poteri a Matilde quando lei era solo una bambina. Durante il passaggio, il potere si è diviso in tre dimensioni: diplomazia, compassione, persuasione. Ormai adulta, Matilde dovrà ricostruire la propria storia se vuole riconquistare il proprio potere.

Il tema principale è quello del potere, che è un potere magico ma anche politico. Un altro tema è quello della magia, che si inserisce in tutti gli aspetti della vita come la conosciamo, dalla politica, alla medicina, all’amicizia, alla quotidianità. Dedico spazio anche al mistero e all’esoterismo. Infine, centrale è anche il tema della crescita e della ricerca e scoperta di sé.

Matilde è un personaggio molto sfaccettato, con un cuore buono ma un carattere difficile. Esce da una comunità di recupero per tossicodipendenti, ha pochi amici ma buoni ed è ignara del proprio passato. Susanna, tata di Matilde quando era piccola, poi ambasciatrice, è dolce e fantasiosa e ottiene il dono della diplomazia. Qiang, che riceve il potere della compassione, è un medico con la missione di aiutare il prossimo. Infine Astrid, che riceve da Matilde la persuasione, è fredda, calcolatrice, ambiziosa. È candidata alla presidenza degli Stati Uniti.

4. Non ho potuto fare a meno di notare alcune analogie tra il tuo romanzo e quello che hai studiato. Esiste una relazione?

Sì, assolutamente. Nel fantasy i contenuti politici sono sempre stati presenti, a volte velatamente. Io volevo un romanzo che parlasse di lotte per il potere e cambiamenti attuali. Però volevo farlo in chiave metaforica e magica. Il mio romanzo pullula di parallelismi con gli avvenimenti dell’ultimo decennio.

5. Ti descrivi come una lettrice, oltre che una scrittrice. Cosa leggi? Hai dei modelli a cui ispirarti?

Leggo di tutto: articoli, romanzi di ogni genere, poesia. Amo in modo particolare i fantasy e, come ogni ragazza della mia generazione, “Harry Potter” ha rappresentato una pietra miliare per me. Ma adoro anche autori molto diversi tra loro, come Isabel Allende, Simone de Beauvoir, Carlos Ruiz Zafón, Suzanne Collins, Virginia Woolf. Poco a poco sto riscoprendo anche i classici.

6. Qual è la parte più difficile di scrivere un romanzo?

Ho un’immaginazione fervida, quindi la parte creativa non è un problema per me. Ma, ahimè, sono distratta. Anche se ho già intere scene in mente, non è sempre facile restare seduta per ore a una scrivania a digitare. È un passaggio che richiede disciplina. In questo senso mi aiuta molto lo yoga, perché mi permette di concentrarmi e rilassarmi al tempo stesso.