I pirati hanno attaccato una nave cargo vicino allo stretto di Singapore.

I pirati, armati di pistole e diverse armi, si sono avvicinati alla nave cargo a sole 100 miglia dallo stretto. La nave era partita dal Brasile e stava giungendo in Corea del Sud. Dopo l’attacco, infatti, a tutte le navi vicine allo stretto è stato chiesto di rimanere vigili. Mentre, la normale navigazione è già ripresa.

I pirati hanno attaccato la nave e in sette sono saliti a bordo della nave. Hanno aggredito i marinai della nave cargo e si sono poi allontanati con 13.000 dollari in contanti. Inoltre, hanno portato con loro anche effetti personali dei marinai come telefoni e vestiti. Dall’attacco i marinai hanno riportato delle lievi ferite.

I mercantili ordinari viaggiano ad una velocità inferiore ai 15 nodi, ma il motoscafo dei pirati supera queste velocità. Infatti, secondo alcune fonti, questa volta i pirati si sono avvicinati ad una velocità superiore ai 20 nodi ed hanno raggiunto così la nave.

La pirateria nello Stretto, è un fenomeno ancora attuale. Ma gli sforzi congiunti dei paesi circostanti hanno portato una diminuzione degli attacchi.

I pirati oggi: dove sono?

Le aree dove resta tracci della pirateria sono l’Asia sudorientale e il golfo di Guinea. Il golfo di Guinea è una delle rotte più importanti per il trasporto di materie prime ed in particolare è attraversato da numerose navi che trasportano il petrolio estratto dai giacimenti dell’Africa occidentale verso le raffinerie europee ed americane.

Infine la pirateria prosegue nelle acque intorno a Singapore, Malesia, Filippine, Giava e Indonesia, dove una serie di stretti e passaggi formano un choke point per il traffico marittimo mondiale. Nel solo 2017, l’International Maritime Bureau ha parlato di 43 attacchi. Il numero è considerevole ma si tratta comunque di una buona diminuzione rispetto agli anni precedenti.

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