I pescatori diventano protettori del mare. Finalmente è stato emanato il disegno di legge “Salva mare” che ha avuto il via libera unanime dal Consiglio dei ministri e che dovrebbe approdare in aula alla Camera a giugno. “È iniziata la guerra alla plastica. Siamo solo al primo passo ma fondamentale” dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Il problema della plastica in mare è un’emergenza mondiale. Secondo l’Onu sono oltre otto milioni le tonnellate che ogni anno inquinano mari e oceani.
Nel Mar Mediterraneo, che rappresenta solo l’1% delle acque totali, si concentra il 7% della microplastica globale.

Il disegno di legge approvato nella serata del 4 aprile dal Consiglio dei ministri, parla anche di ricompense per i pescatori che raccolgono la plastica in mare. Sarà quindi l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) a indicare i criteri per definire la componente tariffaria con cui coprire i costi di gestione dei rifiuti pescati in maniera accidentale. Circa i premi per i pescherecci che contribuiscono a difendere il mare, saranno individuati tramite un decreto interministeriale Politiche agricole – Ambiente che tratterà anche modalità, termini e procedure per l’applicazione dei «dispositivi premiali» al sistema di punti per infrazioni gravi (articolo 14, decreto legislativo 4/12), previsto dalle normative europee per contrastare la pesca illegale. Per promuovere la prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nell’ecosistema marino e la loro corretta gestione inoltre, è prevista l’attribuzione di una certificazione ambientale ai pescatori che si impegnino a utilizzare materiali a ridotto impatto ambientale, partecipino a campagne di pulizia del mare o conferiscano rifiuti accidentalmente pescati.

pulire mare dalla plastica

I pescatori potranno portare a terra la plastica raccolta e lasciarla nelle isole ecologiche che saranno allestite nei porti. #SalvAmare, come il ministro Costa ha voluto definirlo, rilascerà ai pescatori un certificato ambientale che servirà anche da adeguato riconoscimento della propria filiera ittica. Il ministero dell’Ambiente collaborerà quindi con quello delle Politiche agricole per studiare possibili premi e i benefici per la filiera ittica green.

Nel trattempo, l’associazione Marevivo e la fondazione cetacea di Rimini cavalcano la stessa onda. Sono state raccolte quasi 200mila firme in poche settimane per la petizione “Permettiamo ai pescatori di pulire il mare”. Il presidente della Onlus Merevivo, Sauro Pari, invita a continuare il proprio interesse a riguardo anche sulla piattaforma Change.org, come segno tangibile di impegno verso l’ambiente.

L’idea della petizione è nata nel giugno 2018 quando il peschereccio Levriero II della famiglia Parenti, rientrando dalla pesca, portò a riva un carico di rifiuti. Nei giorni successivi otto barche riportarono a riva 7 quintali di rifiuti, per la maggior parte plastica. L’iniziativa fu ripresa a novembre 2018 una volta a settimana e sino a ora sono state raccolte circa 8 tonnellate di rifiuti.

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