I “Passaporti d’oro” e l’azione legale contro Malta e Cipro

L'UE mette alle strette Malta e Cipro per i "passaporti d'oro". I due paesi sono stati accusati di aver venduto la cittadinanza europea

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Passaporti d'oro

L’Unione Europea ha avviato un’azione legale contro Malta e Cipro a causa dei “passaporti d’oro”. Le azioni intraprese dai due Paesi a favore dei ricchi investitori, sono considerate illegali. La Commissione europea ha contattato entrambi gli Stati chiedendo spiegazioni. Questi schemi alimentano il rischio di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e corruzione.

Che cosa sono i passaporti d’oro?

I passaporti dell’UE sono particolarmente apprezzati. Questo perché permettono di viaggiare, vivere e lavorare liberamente in tutti e 28 gli Stati membri. Da tempo però, alcuni paesi tra i quali Malta e Cipro hanno portato avanti dei programmi di cittadinanza per ricchi investitori. In poche parole, avevano trovato un metodo per concedere la cittadinanza in modo veloce e sicuro in cambio di investimenti. Gli investitori provenivano soprattutto da Turchia, Russia, Arabia Saudita, Cina e Brasile. Cipro ha iniziato a offrire la cittadinanza in cambio di investimenti a partire dal 2007, Malta dal 2014. Cipro vende il passaporto in cambio di un investimento da 2,5 milioni di euro, accumulando negli anni circa 7 miliardi di euro. A Malta basta invece un investimento minimo di un milione di euro.

La minaccia dell’Unione

La Commissione ha affermato in una dichiarazione: “Gli effetti di questi programmi non sono limitati agli Stati membri che li gestiscono, hanno conseguenze su tutti gli Stati membri. La Commissione ritiene che la concessione della cittadinanza dell’UE per pagamenti o investimenti predeterminati senza alcun legame reale con gli Stati membri interessati, mina l’essenza della cittadinanza dell’UE“. La commissione ha spesso lanciato diversi avvertimenti sui rischi di queste procedure. Tuttavia, non ha mai fatto nulla di concreto.

Passaporti d’oro: il passo indietro di Cipro

La Commissione ha dato due mesi ai paesi per rispondere alla notifica di azione. Se non lo faranno, saranno prese ulteriori misure. Cipro ha affermato che interromperò il suo programma il prossimo mese. Questa decisione è arrivata dopo alcune scoperte fatte da un’indagine in corso. La ricerca ha mostrato che gran parte degli investitori era sotto indagine penale, con sanzioni internazionali o addirittura aveva scontato pene detentive. Negli ultimi dieci anni, almeno 6.000 nuovi cittadini e 100.000 nuovi residenti sono arrivati in Europa con questo sistema.

Le criticità

Questo sistema, oltre a “sminuire” la cittadinanza europea mina la sicurezza, alimentando il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. Le verifiche fatte a coloro che fanno domanda per i passaporti non sono abbastanza severe e i dati dei nuovi cittadini vengono spesso occultati. Un esempio lampante di questi rischi, ce lo offre proprio Cipro. Nel 2013 l’economia del paese era in ginocchio e il presidente Nicos Anastasiades pernsò alla teoria dei passaporti d’oro. Gli investitori avrebbero dovuto mettere soldi nel mercato immobiliare e in cambio avrebbero avuto il passaporto europeo. E’ stato proprio il mercato immobiliare ad essere utilizzato per il riciclaggio di denaro sporco, vista la sua stabilità e i controlli più superficiali.

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