I Paesi illiberali dell’Est minano l’Unione Europea

I Paesi illiberali dell'Est sono una minaccia all'Unione Europea.

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I Paesi illiberali dell'Est

La democrazia in Europa. Probabilmente è la costruzione politica più ambiziosa tentata nella storia recente. Senza ricorrere alla guerra. Anzi, all’opposto. Progettata per seppellirne il ricordo per sempre. Per poi svilupparsi concretamente su generazioni di leader politici di diversa ispirazione e caratura. Che nei Paesi illiberali dell’Est, come Ungheria, Polonia, Bulgaria. Ma anche Slovenia, Romania e Malta stanno smantellando. A passi lenti. Dove i diritti fondamentali sono negati. La stampa è imbavagliata, e i magistrati sono sotto attacco. Dunque un’Europa tenuta sotto minaccia dagli stessi Paesi che foraggia a piene mani. E’ un paradosso che può diventare fatale.

Perchè i Paesi illiberali dell’Est sono una minaccia per l’Unione Europea?

L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, e dell’uguaglianza. Dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Ebbene questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo. Dalla non discriminazione, alla tolleranza, e alla giustizia. Dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini. Purtroppo però, persistono in molti Paesi illiberali dell’Est d’Europa una riduzione delle libertà. E dello stato di diritto. Con forti discriminazioni nei confronti degli orientamenti sessuali delle persone. A riprova quindi, di come si possa instaurare un regime senza carri armati. Né prigionieri politici.


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La democrazia è sotto attacco

Per esempio in l‘Ungheria ha destato scalpore l’attribuzione ad Orbàn, per contrastare la pandemia, i pieni poteri a legiferare per decreto. A tempo indeterminato. Senza bisogno di consultare il Parlamento. Come pure il fatto, che i primi decreti hanno colpito la libertà di stampa, con sanzioni penali. Inclusa la detenzione, per giornalisti che forniscano informazioni considerate non veritiere dal governo. In Polonia, governo analogamente autoritario e illiberale, ma con i riti della chiesa polacca, prova prima a convincerti che stavi facendo peccato e poi ti impone la sua penitenza. Quindi prima strangola economicamente con tasse e balzelli la stampa indipendente e poi se la compre a due soldi. E la converte. Tuttavia anche il sistema giudiziario è sotto attacco. Preoccupanti infatti sono i tentativi da parte del potere esecutivo e legislativo di esercitare la propria influenza. Al fine di impartire istruzioni alla magistratura. E di indebolire l’indipendenza giudiziaria.

Cosa può fare l’Unione Europea?

Di fronte a rischi di violazione dei valori fondanti dell’UE come nei casi di Polonia e Ungheria, l’Unione europea può utilizzare il meccanismo legale dell’Articolo 7 del trattato. Che prevede due meccanismi. Uno per le misure preventive, se c’è un chiaro rischio di violazione dei valori UE. E uno per le sanzioni, se la violazione è avvenuta. “La Commissione non sta affatto facendo un buon lavoro”, dice Judy Dempsey del think-tank Carnegie Europe. “Dovrebbe essere molto più aggressiva per ottenere un risultato e arrestare questa continua erosione dei principi europei». Anche perché ormai Polonia e Ungheria non sono più casi isolati“. In altri termini, se la natura democratica della maggior parte dei Paesi europei è ancora salda, la caduta dello stato di diritto rappresenta il primo tassello di un potenziale domino.

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