I Paesi del Visegrad Four uniti contro il coronavirus

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I primi ministri di Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, riuniti al vertice di Visegrad Four tenutosi ieri a Praga, convocato per discutere in via principale della crisi migratoria che sta affrontando la Grecia, hanno preso accordi anche per l’adozione di misure coordinate per combattere uniti il coronavirus.

Il punto sulla crisi migratoria

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato: “Anche se il tentativo della Grecia di trattenere i migranti ha successo, non dovremmo dimenticare le 130.000 persone che sono già a nord del confine greco e che vogliono entrare Europa“.

Orbán ha anche osservato che la posizione di Visegrad Four sulla migrazione è ormai un punto di riferimento per i paesi europei i quali si stanno rendendo conto che frontiere efficaci sono essenziali per proteggersi dalle minacce di paesi come la Turchia. Ha anche parlato della barriera di frontiera costruita nel 2015, affermando “abbiamo annunciato una politica contro l’immigrazione musulmana“, fenomeno noto e diffuso ormai in tutta lo spazio europeo.

Orbán ha ricordato che il popolo ungherese è stato “oggetto di insulti per proteggere i nostri confini“, ma che intanto sono ben visibili i vantaggi derivati dall’approccio dell’Ungheria al problema migratorio.

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha sottolineato che, a causa dell’attuale situazione al confine meridionale dell’UE, la Grecia ha iniziato a comprendere e a condividere la politica di Visegrad Four sulla migrazione. Ed ha affermato “I paesi del sud si stanno rendendo conto che dobbiamo proteggere le nostre frontiere esterne. Questo è ciò che abbiamo sempre detto e sottolineato: proteggere le frontiere esterne in modo che nessuno, in particolare i trafficanti di esseri umani, governasse l’intero processo”.

Ed ha aggiunto che la Polonia è pronta a fornire aiuto materiale e sostegno con la guardia di frontiera per proteggere le frontiere esterne dell’UE.

Così, il confine greco-turco sarebbe destinatario principale di queste forze messi in campo poiché “il pericolo viene da quella direzione“.

Il primo ministro ceco Andrej Babis ha affermato che la situazione in Grecia è grave e che tutti e quattro i paesi di Visegrad, noti per la loro posizione ferma nei confronti della migrazione e dell’opposizione alle quote di immigrati in Europa, sono pronti a prestare aiuto.

Il punto sul coronavirus

Si è poi affrontata la problematica inerente alla diffusione del coronavirus e sul punto il primo ministro polacco è stato chiarissimo. Egli ritiene infatti che proprio i paesi V4 utilizzino i migliori metodi per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. “Abbiamo registrato il primo caso di un paziente con coronavirus in Polonia. Vorremmo condividere le nostre diverse esperienze“, ha detto.

E ha sottolineato la necessità di una cooperazione all’interno dell’UE, motivo per il quale è stato proposto di fissare per domani un incontro tra tutti i ministri della salute per discutere delle forniture di medicinali e attrezzature.

Il ministro della salute polacco, Łukasz Szumowski, ha dichiarato ieri mattina che il paziente affetto da coronavirus è ricoverato nell’ospedale di Zielona Góra, nella parte occidentale del paese.

Anche l’Ungheria ha confermato i suoi primi due casi di coronavirus, a dimostrazione del fatto che il virus si sta diffondendo anche nell’Europa centrale e orientale.

I primi ministri del V4 hanno dunque mostrato piena volontà di collaborazione e coordinamento per contenere la diffusione dell’epidemia, con l’auspicio che anche altri paesi possano cooperare per unire le forze in un momento di emergenza sanitaria internazionale.