I nostri mari invasi dalla plastica. ONU: Invasione da fermare

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Più di 8 milioni di tonnellate di plastica sono presenti nei nostri mari e stanno mettendo a repentaglio tutto l’ecosistema marino. E la colpa è, ovviamente, dell’essere umano.

Ogni minuto nel mondo vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica, di cui solo una piccolissima parte viene riciclata”, spiega l’Unep.
Il problema tocca da vicino anche l’Italia, dove la Goletta Verde di Legambiente ha misurato “una densità pari a 58 rifiuti di plastica per ogni chilometro quadrato di mare, con punte di 62 nel Mar Tirreno”.

Come la plastica finisce in mare

I dati dello studio di Science Advancesparlano chiaro: la produzione mondiale di resine e fibre plastiche è cresciuta dai 2 milioni di tonnellate del 1950 ai 380 del 2015.
Oltre 8.300 milioni di tonnellate prodotte in 65 anni hanno reso la plastica uno dei simboli industriali, con cemento ed acciaio, dell’era dell’”Antropocene”, in sostanza l’epoca geologica in cui viviamo in questo momento.
E’ entrata a tal punto nella nostra quotidianità che risulta difficile pensare ad un oggetto che non contenga polimeri, anche in minima parte.

Ma questa enorme produzione ha il suo rovescio della medaglia.
La plastica è infatti il prodotto sintetico a più lunga conservazione, si degrada completamente solo in centinaia di anni.
E’ logico quindi che, se non bruciata o riciclata correttamente, finisca nell’ambiente favorendo l’alterazione di ecosistemi troppo delicati.
A causa di ciò, 115 specie marine sono a rischio, dai mammiferi agli anfibi.

Quali sono i rimedi possibili per ridurre l’uso di plastica?

Secondo alcune stime, nel 2050 avremo prodotto più di 25.000 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui la maggior parte di provenienza domestica.

Solo una piccola parte verrà riciclata o incenerita.

Nel nostro piccolo, se vogliamo difendere la salute dei mari e preservarne le forme di vita, la prima cosa da fare è cambiare le nostre abitudini di acquisto.

Ma come fare per ridurre tutto ciò ?

– Ridurre: optare per prodotti con meno imballaggi, borse in stoffa, batterie ricaricabili…

– Riusare: scegliere il vuoto a rendere, il vetro al posto della plastica…

– Riciclare: selezionare i rifiuti, adottare la raccolta differenziata…

– Recuperare: produrre oggetti diversi dalla loro funzione originale, inventare nuovi utilizzi…

Speriamo che tutto ciò venga preso in considerazione per fermare questa inarrestabile invasione di plastica nei mari…

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