I nostri anni 90: One Hit Wonder, le M2M

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Salve! Come tutti i decenni, anche i nostri anni Novanta sono ricchi di quelle che comunemente chiamiamo One Hit Wonder: in poche parole, quelle band o artisti che riescono a piazzare una canzone con un enorme successo, ma non vanno oltre.

Una di queste formazioni, in un certo senso anche simbolica sono le M2M, due giovani ragazze provenienti dalla Norvegia. Ve le ricordate?

Marion Elise Raven e Marit Elisabeth Larsen si conoscevano fin da bambine, e alla fine degli anni 90 decisero, accomunate dalla passione per la musica, di mettere su un duo. Inizialmente avrebbero voluto chiamarsi M&M, ma esisteva già una band con questo nome. Così divennero M2M.

Giovanissime e opposte nell’aspetto, l’una biondissima e l’altra dai capelli scuri, buone suonatrici di chitarra, esplosero nel 1999 con la hit Don’t say you love me, una canzone che parlava di un rapporto forse d’amicizia che da parte del ragazzo di turno si stava trasformando in altro, causando l’incertezza della protagonista. Il video era ambientato in un drive in, e le voci chiare delle ragazze si alternavano in perfetta armonia.

Ma quelli erano anche gli anni del boom del fenomeno Pokémon nel nostro paese, e così, dopo diverse serie arrivò anche il primo film d’animazione dedicato ai mostriciattoli, in Giappone nel 1998, in Italia nel 1999. E la canzone delle M2M venne scelta fra le colonne sonore, insieme a voci come una esordiente (all’epoca) Christina Aguilera o il gruppo britannico degli N’Sync.

Tornando alle M2M, non consideriamo il loro brano come una One Hit Wonder perché è l’unico che abbiano fatto. Al contrario, nel 2000 uscì il loro primo album, Shades of purple, contenente naturalmente Don’t say you love me, seguito nel 2001 da The big room e nel 2003 da The day you went away, un Greatest Hits.

L’unico altro loro successo degno di nota è il singolo Everything, contenuto in The big room. Tuttavia il successo fu decisamente minore, e nel 2002 di fatto terminò la loro carriera, abbandonate dalla loro etichetta discografica, la Atlantic Records.

Divise, si persero le tracce di Marion, ma non di Marit. Già nel 2004 iniziò a creare le sue canzoni da solista, suonando oltre alla chitarra anche il pianoforte. Nel 2005 invece uscì il suo album di debutto, Under the surface, con la casa discografica EMI. Del 2006 il primo singolo, Don’t save me, che insieme all’album riscosse un buon successo in Norvegia, tanto da vincere alla fine dell’anno il premio come miglior canzone norvegese all’MTV Music Awards. Il successo continuò nel 2008 con il singolo If a song could get me you e l’album The chase.

Sicuramente non possiamo annoverare le M2M come un fenomeno planetario. Tuttavia il loro pop era piacevole ed adatto ai ragazzini che eravamo, e meritano come tali di essere ricordate.