I MUSEI D’EUROPA “NELL’ETÁ DELLA CRISI”

Anche i musei sono in crisi. I luoghi della cultura di tutta Europa hanno perso circa 600.000 euro a settimana

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i musei d'Europa

Anche i musei d’Europa soffrono la crisi. La pandemia è stata, è ancora, un duro colpo per tutti. I luoghi della cultura delle capitali europee hanno perso circa 600.000 euro a settimana.

I musei d'Europa, il museo Puskin

Museo Statale di Belle Arti Puškin

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LE PERDITE DEI MUSEI D’EUROPA     

Le conseguenze dell’emergenza Covid-19 hanno impattato duramente sui luoghi della cultura. Le norme sulle restrizioni e sul distanziamento sociale hanno trasformato radicalmente il modo di vivere la cultura.

I principali musei d’Europa, tesoro delle capitali del continente, hanno registrato una perdita di circa 600.000 euro a settimana.

Il presidente della Rete delle organizzazioni museali europee David Vuillaume ha dichiarato: “un museo in una regione turistica perde fino all’80% delle entrate in due mesi”. Quindi una crisi tremenda per le mete turistiche più amate del mondo.

Non è di certo la stessa cosa ma nel periodo di “serrata” molti musei hanno aperto virtualmente le porte. Tantissime iniziative in streaming per difendere il rapporto dell’uomo con l’arte e la cultura: conferenze, tavole rotonde, mostre e gallerie online. La cultura quindi non ha mai abbandonato l’uomo anche nel periodo più estremo dell’emergenza.

I musei d'Europa, galleria russa


Galleria Tret’jakov

I MUSEI E LA GROSSA PERDITA ECONOMICA

Il direttore della Galleria Tret’jakov di Mosca ha reso noto che il museo ha perso circa 2,7 milioni di euro durante il periodo di lockdown. Anche il Museo Statale di Belle Arti Puškin ha registrato una grossa perdita. Infatti il servizio stampa della galleria ha sottolineato una mancanza giornaliera di circa 2 milioni di rubli dunque 28.000 euro al giorno.

LA SITUAZIONE ODIERNA IN RUSSIA

Ad oggi in Russia i casi di Coronavirus sono più di 700.000. Quasi 500.000 le persone guarite. Gli ultimi dati inoltre indicano 10.667 morti in tutta la nazione.

L’emergenza non è finita. Ancora qualche capitolo prima di chiudere definitivamente il “romanzo Covid-19”. L’auspicio è che la lettura non sia più dolorosa come lo è stata finora.