I murales che adornano tre contrade di Aprica

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murales aprica

Numerosi murales costellano tre contrade del paese di Aprica (SO). Il borgo, infatti, non è soltanto meta per sciatori ed escursionisti, ma è anche centro artistico. Lo dimostrano le pitture murali situate al suo interno.

La storia dei murales di Aprica

L’idea di realizzare i 46 murales di Aprica nacque nel 1999 per volere del Sindaco di allora, Maurizio Bosoni, e di Dino Negri, attuale assessore. L’artista che prese l’incarico di svolgere i lavori fu Alcide Pancot, che al momento era impegnato nella riproduzione di un disegno di Walt Disney all’interno di un’abitazione. Parleremo dell’autore nel prossimo paragrafo. Era l’anno in cui Marco Pantani vinse la tappa del Giro d’Italia, ma fu squalificato per doping. Il progetto fu inaugurato nel 2000 con l’inizio dell’esecuzione del primo murale, “Caccia all’orso”, nella contrada di S. Maria, al quale seguirono gli altri situati nella stessa zona. Nel 2002 toccò alla contrada del Dosso e successivamente a quella di S. Pietro.

L’autore dei murales

Alcide Pancot è nato a Vittorio Veneto (TV) il 16 agosto 1948. È figlio, o, meglio dire, “nipote” d’arte. Suo nonno è stato un famoso pittore e scultore nella Venezia degli anni ‘30. Fin da bambino scopre la sua vocazione alla pittura. Negli anni svolse l’attività di finanziere ed è attualmente maestro di sci e guida MTB. Ciononostante, riusciva a ritagliarsi degli spazi tra un quadro commissionato e un altro. A lui si deve, per conto del Comune, la realizzazione dei murales sulla facciata del Centro Direzionale di Aprica, i quadri della sala consigliare del Municipio e il ciclo dei murales in tre delle sei contrade del paese. Quest’ultima fatica gli valse il successo, tanto da ricevere numerose richieste per l’esecuzione di dipinti all’interno e all’esterno di dimore private in Valtellina e Valcamonica. Ha una pagina Facebook, dalla quale poter ammirare i suoi lavori artistici.

I murales di Aprica

Alcide Pancot ha utilizzato delle tempere per realizzare i murales nelle tre contrade del paese. Ognuna di queste si distingue dalle altre per la categoria di soggetti raffigurati.

I murales della contrada S. Maria

Tra le contrade abbellite di murales, quella di S. Maria è stata la prima. Nella contrada è situata la chiesa di S. Maria Assunta, dalla quale prende nome. Sono: “Caccia all’orso”, “La transumanza”, Il carbone di legna”, “La süenda”, “Allevamento del bestiame”, “Belvedere d’Aprica”, “Primo albergo d’Aprica”, “Contrada Santa Maria”, “Contrada Dosso”, “Contrada San Pietro”, “Militari all’Aprica”, “Primi sciatori”, “Mulini”, “Lavori alla diga di Frera”, “Contrabbando”, “La prima seggiovia”.

I murales della contrada Dosso

I murales della contrada Dosso raffigurano soggetti appartenenti alla flora del posto. Essi sono: “La viola di comolli”, “Il giglio martagone”, “La stella alpina”, “Il pino silvestre”, “Il rododendro irsuto”, “Il bucaneve, “La carlina bianca”, “L’epilobio”, “La genziana punteggiata”, “Il botton d’oro”, “I ranuncoli dei ghiacciai”, “La primula irsuta”, “La soldanella”, “II pino mugo”, “La drosera”, “Il doronico del granito”.

I murales della contrada S. Pietro

Se, invece, si vuole avere un focus su quella che è la fauna del territorio di Aprica, si possono visitare i murales della contrada S. Pietro. Sono in tutto dieci: “Gallo forcello”, “Gufo reale”, “Stambecco”, “Orso”, “Marmotte”, “Camoscio”, “Aquila”, “Civetta nana”, “Cervo”. Alcuni di questi murales sono stati realizzati con la tecnica degli smalti.

Le pubblicazioni sui murales di Aprica

Relativamente ai murales, si possono trovare ulteriori informazioni all’Ufficio Turistico di Aprica. Se interessati a eventuali pubblicazioni sul tema si vedano i “Murales d’Albriga”, di Luisa Moraschinelli, e altri due libri: “I paesi dipinti della Lombardia” e “I 66 borghi dipinti d’Italia”.

“Murales d’Abriga” di Luisa Moraschinelli

Si tratta di un testo edito nel 2008 grazie al lavoro di Luisa Moraschinelli, amante della cultura locale. Lo testimoniano altri suoi libri sull’argomento. L’autrice è nata ad Aprica nel 1930 ed è morta nel 2020 in una casa di riposo a Poschiavo. Ha collaborato con diverse associazioni culturali in Svizzera, dove era emigrata, e in Italia. Custodiva gelosamente i suoi testi, tanto da considerarli suoi figli, ed era sempre impegnata a testimoniare la storia locale.

“I paesi dipinti della Lombardia” e “I 66 borghi dipinti d’Italia”

Con questi murales, il paese di Aprica è presente nella guida “I paesi dipinti della Lombardia” di Salvatore Guannella e Benedetta Rutigliano. Risale al 2015 la pubblicazione del testo, in occasione dell’Expo. Il libro contiene una spiegazione esaustiva della nota meta turistica e dei suoi dipinti parietali. Edita da pochi mesi (luglio 2021) è invece l’edizione sulle sagre, dal titolo “66 borghi dipinti d’Italia”, dove sono i murales di Aprica a fare da padrone nel capitolo dedicato a essa.


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