I motori endotermici dividono il governo tedesco

I principali esponenti del governo tedesco sembrano avere posizioni contrastanti sul bando ai motori endotermici che presto verrà discusso dal Consiglio Ambiente dell'UE.

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Motori endotermici governo tedesco
Governo Scholz diviso su bando motori endotermici.

Quella del 28 giugno sarà una data importante per il tema della transizione ecologica nell’industria automobilistica. Infatti si terrà la riunione del Consiglio Ambiente dell’Unione Europea che dovrà dare un primo parere sul bando ai motori endotermici già approvato dal Parlamento europeo. C’è incertezza sulla questione. Sono diversi, infatti, i Paesi membri dell’UE che stanno rilasciando dichiarazioni poco chiare sulle loro posizioni, e tra questi vi è anche la Germania.

Stop ai motori endotermici: rischio spaccatura nel governo tedesco

In questi giorni, in Germania, sono arrivate parole piuttosto differenti sulla questione dei motori endotermici da parte di due importanti esponenti del governo guidato dal cancelliere Olaf Scholz. Innanzitutto, il ministro delle Finanze Christian Lindner ha affermato: “Noi non potremo accettare la nuova legislazione europea”. Un concetto, questo, che si associa a quanto già dichiarato in precedenza dal ministro dei Trasporti Volker Missin. Decisamente diversa, invece, la posizione della titolare del Dicastero dell’Ambiente. Steffi Lemke ha detto senza mezzi termini: “Il governo federale appoggia pienamente la proposta della Commissione e del Parlamento europeo secondo cui, a partire dal 2035, le nuove vetture e i veicoli commerciali leggeri dovranno avere solo propulsori a zero emissioni”.

Blume, ad Porsche, contrario ad esenzione su stop a motori tradizionali

Posizioni contrastanti tra i partiti dell’esecutivo Scholz

Analizzando le varie prese di posizione che formano la coalizione di governo tedesca di Scholz, emerge palesemente una certa distanza tra le parti sul bando ai motori endotermici. Come abbiamo visto in precedenza, Lindner e Wissing, sono chiaramente contro lo stop alla vendita di vetture con propulsori tradizionali. Preferirebbero invece introdurre delle alternative sostenibili come i biocarburanti. Ricordiamo che i due ministri fanno parte dell’Fpd, il partito dei liberaldemocratici che in Germania è storicamente vicino alle esigenze dell’industria nazionale. All’opposto invece troviamo i Verdi della ministra Lemke i quali, ovviamente, appoggiano pienamente la riforma verso la mobilità elettrica.

I dubbi dei socialdemocratici

E i socialdemocratici del cancelliere Scholz da che parte stanno? In un primo momento si erano mostrati nettamente favorevoli al bando ai motori termici proposto dalla Commissione europea. Negli ultimi tempi, invece, hanno cominciato a fare marcia indietro, temendo soprattutto le conseguenze che lo stop ai propulsori tradizionali potrebbe avere sui loro elettori. Un segnale importante è giunto dalla recente revisione al piano energetico che aveva varato il governo di Berlino. Infatti è stato approvato in Germania provvedimento temporaneo che prevede la ripresa dell’attività delle centrali a carbone per sopperire alla mancanza delle forniture di gas che erano garantite dalla Russia prima che scoppiasse la guerra in Ucraina.