Ieri a Riace – il paese calabrese dell’accoglienza grazie all’ex sindaco Mimmo Lucano – sono iniziati i Mondiali Antirazzisti Uisp (ente di promozione sportiva). Cinque campi di calcio e 100 squadre italiane ed europee si sfidano nella partita più importante: l’uguaglianza.

Il torneo, che consiste in partite dalla durata di 30 minuti, è iniziato alle ore 15 di ieri fino al tramonto, prosegue oggi e finirà domenica 7 luglio. Oltre al torneo di calcio, saranno giocati anche i tornei di pallavolo, basket e beach rugby. Squadre organizzate da gruppi di amici, ragazzi degli Sprar, comitato, associazioni e centri sociali. Molti si sono interessati a contribuire finanziando l’evento, anche attraverso l’acquisto delle divise. Squadre provenienti da Taranto, Bologna, Squillace, Cosenza, Palermo, ma anche dall’Europa, in particolar modo dalla Germania, dalla Francia, dall’Inghilterra e dall’Austria.

All’evento “Mondiali Antirazzisti” – nato nel ’97 in Emilia Romagna e diventato negli anni un evento itinerante – è presente anche Emanuela Glays, Presidente del Consiglio Nazionale: <<La nostra missione è parlare di integrazione attraverso lo sport. Lo facciamo da settant’anni e continueremo a raccontare l’idea di una società diversa attraverso lo sport. Per questo la Uisp quest’anno doveva essere a Riace>>.

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Mimmo Lucano

È presente anche Mimmo Lucano, da sempre promotore dell’accoglienza. Nel suo intervento commenta i comportamenti del Ministro degli Interni, Matteo Salvini, e la vicenda di Carola Rackete: <<Salvare persone è un fatto normale. Anche noi abbiamo fatto così. Quante volte ero consapevole di non essere coerente con gli aspetti burocratici e le linee guida, ma non avevo altra soluzione se non quella di aiutare chi era qui per cercare un futuro possibile>>.

Mimmo Lucano

Lucano si è più volte trovato in questo forte contrasto: non sempre la legge civile corrisponde alla moralità, purtroppo, e anche se la giustizia deve fare il suo corso, ogni scelta per salvare il prossimo non può essere condannabile a livello umano.

Polemiche e discussioni sulla linea sottile fra legge e morale, che più volte hanno visto al centro proprio Mimmo Lucano che, già dal lontano luglio del 1998, aveva dimostrato il suo impegno sociale quando, da cittadino libero, insieme ad altri riacesi accolse i curdi che sbarcarono sulle coste di Riace. Da lì in poi una vita dedicata all’accoglienza per Mimmo Lucano, che lo porta a guadagnarsi nel 2015 il Premio per la Pace ed i Diritti Umani a Berna.

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La diversità che unisce

Un evento lodevole quello di Riace che, più di altri paesi, ha vissuto in primis il dramma degli immigranti. Un Paese che ha saputo rinascere proprio sfruttando – nel senso più nobile del termine – ogni rifugiato come risorsa culturale e sociale. Con i Mondiali Antirazzisti viene lanciato un messaggio importantissimo: la diversità unisce. Ogni essere umano nella sua singolarità, quindi diversità, può dare un contributo fondamentale alla società in cui vive. Ed è proprio l’unione, come dimostrano i tornei di sport, a superare le barriere, a dimostrare che un Paese che fa posto all’uguaglianza, reprimendo il razzismo, è ancora possibile.

Le squadre, giunte da diverse parti d’Italia e d’Europa, sono un forte segno di speranza, segno di una voglia di riscatto sociale per i più deboli della società. Un evento degno di nota che ha come sfondo un paese che, ancora una volta, decide di rialzarsi in piedi, di reagire agli attacchi e alle offese. Un torneo che vede vincitrice ogni singola squadra: perché agire per il bene non genera mai una vera sconfitta.

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