I marchigiani scelgono Acquaroli Presidente e il centro destra

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La roccaforte della sinistra è crollata dopo 25 anni. La Marche vanno in mano al centrodestra nella persona del presidente Francesco Acquaroli. Il distacco di 10 punti oramai è troppo ampio per essere recuperato.

Ad ammettere la sconfitta è stato proprio il candidato Mangialardi che si è complimentato con il suo avversario, senza rinunciare a qualche frecciatina delle sue sul rischio dell’estremismo sovranista. Il primo partito nelle Marche rimane però il Pd con il 25,10, a seguire Lega con il 22,39, Fratelli d’Italia con il 18,66%, Movimento 5 Stelle con appena il 7,12%.

A livello territoriale La Lega è primo partito nella Provincia di Macerata e Fratelli d’Italia nella provincia di Fermo, ma continua a crescere da nord a sud. Oggi si continua con gli spogli per le comunali. Si può immaginare la svolta a destra della città di Macerata con il candidato sindaco Parcaroli.

Nella conferenza stampa Acquaroli è emozionato, ma fiero della vittoria portata a termine, tanti gli applausi per il nuovo presidente. Si riprende così in modo trionfale la rivincita dopo la scorsa candidatura, quando non riuscì a vincere contro il suo competitor Ceriscioli. Oggi è una storia nuova con Acqauroli.

I marchigiani scelgono la voglia di riscatto, di solidarietà, di rilancio di una regione che merita di più e che il Pd non ha saputo valorizzare. Con un post su facebook il leader di Fratelli d’Italia commenta così: “Le Marche si tingono di tricolore. Grazie a Francesco Acquaroli e Fratelli d’Italia un’altra roccaforte della sinistra sarà amministrata dal centro destra”. 

Così il sindaco Mancinelli di Ancona ha commentato la sconfitta: “I risultati ci stanno dicendo che il centrosinistra vince dove concorrono almeno due dei seguenti fattori essenziali: un governo regionale percepito come efficiente e vicino alle persone, un radicamento politico e sociale nel territorio ancora forte, un candidato alla presidenza dalla personalità forte e riconosciuta e perciò capace di attrarre consensi rilevanti anche fuori dal tradizionale perimetro del centro sinistra. Nelle Marche non c’era nessuno di questi tre ingredienti e abbiamo perso”. 

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