I Dreamers d’America e Donald Trump

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Con l’amministrazione Trump la storia dei Dreamers, i ragazzi entrarti illegalmente negli USA quando ancora erano minorenni, viene messa in pericolo, tra la possibile abolizione del DACA e la costruzione del muro al confine tra Stati Uniti e Messico.

Il DACA: di cosa si tratta?

Il DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) è una politica migratoria statunitense che concede ai ragazzi in età minorile entrati nel paese illegalmente di ottenere un rinvio dell’espulsione fino a 2 anni; questo rinvio è anche rinnovabile e può rendere idonei i Dreamers ha ottenere un permesso di lavoro.

Questa politica è stata fatta in quanto questi Dreamers hanno vissuto gran parte della loro vita negli Stati Uniti.

Per venire ammessi al programma questi ragazzi devono essersi introdotti negli USA prima di aver compiuto 16 anni ed entro e non oltre il giugno 2007; questi devono inoltre frequentare con regolarità una scuola, e avere un diploma di licenza superiore oppure avere un congedo onorevole dall’esercito. I Dreamers idonei al DACA devono avere un’età sotto i 30 anni alla data del 15 giugno 2012 e non devono mai essere stati condannati per un reato.

Il presidente Obama ha iniziato questa politica tenendo un discorso proprio il 15 giugno 2012. La sua decisione di attuare il DACA definitivamente risale al novembre 2014; tuttavia 26 stati, tutti a guida repubblicana, hanno fatto causa alla decisione del presidente presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti, bloccando il provvedimento.

I leader repubblicani hanno definito il DACA un’abuso di potere del potere esecutivo, e l’amministrazione Trump nel settembre 2107 ha interrotto il provvedimento, chiedendo alla Corte Suprema di cancellarlo definitivamente.


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La Corte Suprema ferma Trump

La Corte Suprema americana ha stabilito che l’amministrazione Trump non può mettere fine al programma DACA, salvando l’espulsione di più di 700 mila giovani.

Un vero schiaffo per il presidente Trump, che sperava che la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice, lo assecondasse. Secondo la Corte la motivazione del presidente di porre fine al DACA è stata “arbitraria e capricciosa”, aggiungendo inoltre che l’argomentazione di Trump non è stata sufficientemente valida.

La sentenza ha alimentato l’ira di Trump, che in un tweet scrive: “Avete l’impressione che io non piaccia alla Corte Suprema?”. Egli ha inoltre sollecitato la popolazione a votare per lui a novembre per poter eleggere dei veri giudici conservatori.

Nonostante la sentenza della Corte Suprema, i Dreamers non possono ancora sentirsi al sicuro: l’amministrazione Trump ha detto che la Corte non ha stabilito che il programma è legale e il Ministro degli Interni ha dichiarato che provvederà in futuro allo smantellamento.

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