I DPCM: di Draghi, Salvini, Di Maio e Zinga-canta Draghi

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I DPCM: di Draghi, Salvini, Di Maio e Zinga-canta Draghi

Al tempo di Sanremo che fu, i nostri prodi cantautori presentano: “I DPCM”. Se la sono presa con il maestro Conte, che a parer loro, non ha diretto bene l’orchestra, ma poi è arrivato Ennio Draghi a sistemare tutto. Tutti a pensare ma ora sta musica cambierà? E invece scopriamo che è stato denunciato per plagio. Lo credo bene, del resto i miglior DPCM li ha scritti Conte e oltretutto arrangiati bene. L’unica cosa che difettava un po’ erano i cori. Ma si sa che quando si è in tanti a cantare qualcuno rischia di stonare. Tranne Renzi, lui è proprio negato per il canto, infatti per farsi sentire ha cominciato a blaterare parole senza senso. Del resto non canta bene neanche in questi giorni, riguardo alla questione Arabia Saudita.

I DPCM: dirige il maestro Draghi?

Che sia il maestro Draghi a dirigere l’orchestra questo è evidente, anche perché, se pur proseguendo con la stessa linea Conte, ora tutti stanno “zitti sotto, e lui gli può anche camminare sopra e loro zitti” (Cit. Non ci resta che piangere). Ma a Conte lo hanno chiamato: imperatore, nuovo duce, comandante, golpista, mentre con I DPCM di Draghi: tutti zitti sotto. La competizione canora di quest’anno è abbastanza squallida, se pensiamo che tutte le grandi voci dei mesi scorsi sembrano completamente afone. Ma Salvini? Lei era uno di quelli più attivi nel cantarci l’autarchia contiana e ora non ci degna di una sola nota su Draghi, come mai? È forse bastato il compenso miliardario in arrivo per sostenere la competizione canora? Ha addirittura abbandonato, quel magnifico contralto della Meloni, per dedicarsi anima e corpo alla nuova orchestra italiana, dove troviamo steccatori mostruosi, che ora dicono di essere diversamente cantanti per giustificare le figuracce fatte.


Niente visite a parenti: la sorpresa del nuovo DPCM di Draghi


La musica di Conte

Conte signore e signori, le canzoni se le scriveva da solo e sapete quando? Quando la musica che si era proposta autonomamente era sconosciuta a tutti. Il maestro Conte, ha preso pentagramma e pennino e ha cominciato a comporre una musica inusuale. Vorrei ricordarvi che era l’unico a farlo e la musica che proponeva ha confortato molti, avendo almeno all’inizio, il consenso del popolo. Poi, qualcuno deve aver avuto una botta di gelosia multimediatica e non essendo più quadrato dalle telecamere si è messo a stornare. Ma a conti fatti, visto che la sua musica è stata copiata dal più grande maestro d’Europa (così dicono), non deve esser stata così male. Ora signore e signori a cantare le sue canzoni è Draghi e la sua nuova orchestra italiana, composta principalmente da: stonatori, strimpellatori dell’ultima ora, stornellatori da hosteria e incapaci totali. Buon ascolto e che vinca il migliore.

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