I diritti rubati ai bambini in Afghanistan

Il diritto allo studio e a un'infanzia serena che due generazioni di bambini hanno perso

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diritti rubati ai bambini in Afghanistan

A cosa servono i diritti umanitari e i documenti che li regolano quando a causa di una guerra i bambini non possono più andare a scuola? Chi sarà a tutelare i diritti rubati ai bambini in Afghanistan? Nessuno. Perchè ci sono diritti più importanti per le comunità internazionali. Il potere, l’economia, il petrolio, le strategie e le egemonie. Per non parlare degli studenti che sono anche morti in questo Paese, per una guerra che neanche comprendono e che è distante da loro. Dunque non solo i diritti rubati ai bambini in Afghanistan, ma anche la vita. A raccontare delle esistenze turbate e delle vite spezzate ci pensano sempre le ONG che sono presenti nei luoghi di guerra. Facendo una riflessione, possiamo benissimo affermare che i primi aiuti alle popolazioni arrivano sempre dagli interventi umanitari non governativi.

Dove sono quelli che dovrebbero proteggere l’infanzia?

Vent’anni di guerra, milioni di dollari spesi, vite sacrificate e spezzate: tutto vano. Due generazioni di bambini in Afghanistan, con i loro sogni e i leggittimi diritti di poter studiare e avere una vita normale, rubati. Cos’ha fatto l’Alto Cammissariato delle Nazioni Unite per tutelare questa infanzia, in questi anni? Perchè deve essere Save the Children a preoccuparsi che 28.000 studenti non potranno tornare a scuola? Forse, perchè è più facile delegare alle ONG, per poi bistrattarle, dato che hanno preso il posto del Welfare pubblico. Appare sempre più evidente che le organizzazioni istituzionali mondiali in vent’anni, oltre ad indignarsi e a stilare rapporti, non hanno fatto altro.

Afghanistan: i bambini e i diritti rubati

Come riporta Save the Children in un appello cercando sostegno per aiutare a fornire soccorsi e protezione, il 23 giugno a Nangarhar nell’est dell’Afghanistan circa 12 scuole sono state incendiate e sei bambini hanno riportato ferite per l’esplosione di una granata. Dopo che, il giorno prima, una scuola veniva distrutta. Quindi 947 studenti e 18 insegnanti sono rimasti senza punto di riferimento. Invece, la scorsa settimana a Kandahar l’ONG ha rilevato che ben 25 scuole sono rimaste danneggiate in un solo distretto, quindi saranno in 28.000 i bambini che non potranno tornare a scuola in quella provincia. Pertanto Save the Children adesso, chiede, a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Afghanistan, di rispettare le norme internazionale di diritto umanitario e garantire che i bambini e le bambine e le scuole non diventino danni collaterali.


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