I danneggiati da vaccino: un popolo silenzioso

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Neanche vi accusano, non fanno manifestazioni di piazza, i danneggiati da vaccino sono un popolo silenzioso. Usano la bocca, la mente, le gambe e le lacrime dei loro genitori o alcune volte, quelli ancora più sfortunati, dei loro tutori. È un popolo flagellato dalla vita e poi dalle istituzioni, che nonostante la presenza di leggi e decreti, cercano di nascondere i loro misfatti.

La legge in Italia

La Legge 25 Febbraio 1992, n. 210 riconosce un indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni o di emoderivati.
È una legge nata tra l’altro da uno scandalo sull’uso di sangue infetto che aveva tra i protagonisti l’allora ministro della salute Francesco De Lorenzo e il direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite sullo scandalo di Tangentopoli, condannato in via definitiva, e membro della loggia massonica P2. Ricordiamo anche l’inchiesta sul ministro, che pare abbia anche ricevuto una cospicua tangente dalla multinazionale farmaceutica Glaxo Smithkline per rendere obbligatorio in Italia il vaccino anti epatite B, brevettato dalla stessa azienda farmaceutica. Casa farmaceutica non nuova a questo genere di trattative, in tutto il mondo.

Quanti sono i danneggiati da vaccino in Italia?

E’ un conto difficile da fare. Alcune associazioni hanno tentanto di fare una sorta di censimento. I dati più recenti sembrano risalire a due realtà, logicamente opposte. Una ricerca di Informasalus, nata a seguito di un’interrogazione parlamentare del 2015 del Senatore Gian Marco Centinaio all’ex Ministro Beatrice Lorenzin. La Lorenzin aveva indicato 9.000 indennizzi gestiti direttamente dal Ministero della salute più altri 16.000 indennizzi in capo alle regioni e, alla data del 31 marzo 2015, ben 631 beneficiari dell’indennizzo aggiuntivo previsto dalla legge 229/05, in quanto riconosciuti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie (609 beneficiari più 22 la cui posizione è stata chiusa a seguito di decesso).

La seconda è una statistica AIFA del 2017, in cui si parla di 1.307 segnalazioni del 2017, di cui 59,4% (776 casi) è stato risolto completamente senza postumi, il 3,9% (50 casi) è stato risolto con postumi, l’11,6% (151 persone) ha visto un miglioramento, il 14,5% (189 casi) non è ancora guarito e per lo 0,8% dei casi (10 persone) si sono registrati dei decessi, di cui otto risultati “non correlabili” con la vaccinazione e i due restanti sono stati classificati come “indeterminati”.

I danneggiati da vaccino: cosa volete ancora da loro?

Il loro forte è crollato. Colpo dopo colpo, ingiuria dopo ingiuria, falsità dopo falsità, numero dopo numero. Il loro forte è crollato crisi convulsiva dopo crisi convulsiva, tremore dopo tremore, silenzio dopo silenzio. Non vi chiedono nulla, non dicono agli altri di non vaccinarsi, chiedono solo che a loro venga riconosciuta la verità. La mancanza di dati dimostra come sia faticoso vedere riconosciuta la possibilità di conformità con un effetto indesiderato. E nel frattempo i legislatori muovono nell’ombra per decurtare metà del compenso riconosciuto. In alcuni casi viene riconosciuta l’implicazione del vaccino con le patologie successivamente presentatosi, in questo caso è riconosciuto un indennizzo. Questo indennizzo è abbinato ad una ovvia pensione di invalidità, che significa che il danno esiste.

Non esiste abbastanza denaro

L’indennizzo non è minimamente accostabile all’idea di ricompensa. I danneggiati da vaccino vedono la loro vita sottratta, quindi non è solo una questione di cifra ma di atto morale verso di loro. La legge 229/05 regolava la modalità di erogazione degli indennizzi, sancendo che solo un 50% dell’indennizzo spettasse al danneggiato e il restante 50% a chi si è occupato dell’assistenza. Ma era solo un contributo una tantum.

I danneggiati da vaccino: chi sa realmente?

I danneggiati da vaccino li avete creati voi. Avete permesso a Farmaindustria di avallare l’introduzione di Mercurio all’interno delle dosi, a quel tempo di esavalente. Quantità di Mercurio utilizzata come conservante, pari al 12% in più della dose di sicurezza. Questo per permettere alle case farmaceutiche di produrre più vaccini senza il rischio di degenerazione del farmaco: ma non avete pensato alla degenerazione delle persone. Scriverò ancora di questo e delle implicazioni del Vaticano con questo Business.