I cristiani in Siria: una persecuzione senza fine

I cristiani in Siria vengono rapiti, uccisi, costretti a cambiare religione e derubati dei propri avere. Quale sarà il loro futuro?

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I cristiani in Siria

I cristiani in Siria sono 744.000. Potrebbe sembrarci un numero abbastanza alto, se non fosse che nel 2019 ce n’erano 70.000 in più. La libertà di religione è uno dei diritti fondamentali dell’uomo, ma come abbiamo tragicamente imparato, ci sono parti del mondo in cui i diritti non esistono.

Perché i cristiani in Siria vengono perseguitati?

Era il 2013, quando il marito di Jina è stato rapito per la sua fede. Dopo sette anni, la donna e il figlio Abraham attendono ancora il suo ritorno. Come loro, altre famiglie cristiane hanno avuto lo stesso trattamento in Siria. Nel paese, i cristiani vengono rapiti per avere un riscatto. In altre aree controllate dagli estremisti islamici, questi devono nascondere la propria identità e soprattutto, la propria fede. Dobbiamo considerare che ci sono ancora molte aree della Siria controllate dagli estremisti islamici. In queste zone, chi non si conforma alla loro fede diventa un bersaglio e spesso viene rapito. Con il coronavirus la situazione è peggiorata ancora. Molti credenti hanno perso il lavoro, hanno perso tutti i loro soldi e soffrono la fame. proprio per il fatto di essere credenti, devono mettersi infondo alla fila per ricevere aiuti. Ammesso che li ricevano.

Il futuro dei cristiani in Siria

Centinaia di migliaia di cristiani hanno perso la casa a causa dei combattimenti. Molti hanno lasciato il paese e altri sono stati uccisi. Mentre le chiese venivano distrutte, i villaggi saccheggiati e i parenti rapiti, diversi credenti hanno sostenuto il presidente Assad. Nel frattempo, si pensa che altri cristiani stiano aiutando l’opposizione. Tanti militanti chiedono alla Siria di diventare uno stato islamico e citando un parroco del posto: “In Siria non c’è più un posto sicuro per noi“. Non tutta la persecuzione dipende dal governo di Assad, anzi. Molti osservatori temono che se un giorno questo venisse rovesciato, le violenze nei confronti dei cristiani aumenterebbero. Non è uno scenario così impossibile, basta vedere cos’è successo in Iraq dopo l’arrivo degli americani nel 2003.

Non è sempre stato così

Nonostante la brutalità e il terrore che ogni giorno i cristiani in Siria sono costretti a vivere, le cose non sono sempre state così. Prima, i cristiani facevano parte dell’élite siriana. Non era raro trovare un credente non islamico in capo a un partito politico. Un esempio è il fondatore del partito Baath, che governa la Siria dal 1963. Questo era un cristiano. La storia ci insegna che la Siria è la patria dei cristiani dal almeno due mila anni. Si tratta di una delle comunità più antiche al mondo. Negli anni ’20, i cristiani in Siria erano il 30%, poi sono passati al 10% e oggi, toccano il 4% della popolazione. Nel frattempo, i mussulmani sunniti sono circa il 70% della popolazione e il 12% è fatta di alawiti.

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