I commenti della sindaca Susanna Ceccardi sulla malasanità calabrese.

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L’idea di Matteo Salvini di costruire un partito nazionalista, anziché nordista, perde consensi di giorno in giorno se queste sono le premesse che avanza la sua famiglia politica.

Durante il programma televisivo “Agorà” , andato in onda su Rai3, gli ospiti vengono invitati ad una riflessione riguardante lo stipendio annuo medio di un medico italiano. Durante la trasmissione viene quindi proposta una statistica raffigurante delle regioni italiane con il rispettivo compenso percepito dai dottori in quel dato luogo.

A far scoppiare la polemica, i commenti della sindaca leghista Susanna Ceccardi che esordisce dicendo: “Ho visto i dati della differenza degli stipendi tra i medici calabresi e i medici dell’Emilia Romagna. Ci saremmo tutti stupiti negativamente se gli stipendi dei medici calabresi fossero stati più alti di quelli dell’Emilia Romagna.. Menomale che non è così”.

A seguito di questa triste analisi la conduttrice del programma, Serena Bortone, esprime il proprio dissenso chiarendo quanto sia ingiusto un paragone da medico a medico. Le obiezioni arrivano anche da parte di altri ospiti in studio come il cronista di Panorama, Carlo  Puca e il sociologo Domenico De Masi. A nulla sono servite le considerazioni contrarie. “Se i medici fanno bene il loro lavoro, devono essere pagati di più ma questo è normale come dovrebbe essere in tutte le sanità” così la sindaca continua a difendere le proprie ragioni.

Domenico De Masi, da bravo sociologo, cerca di approfondire il punto di vista dell’amministratrice del Comune pisano chiedendole se, secondo lei, a parità di condizioni lavorative, sarebbe giusta questa differenza di stipendi da nord a sud. A questo punto la Ceccardi controbatte parlando della grave malasanità calabrese e sottolineando l’enorme differenza di qualità tra gli ospedale del nord e quelli del sud. Giusta osservazione di De Masi che, a questo punto, invita la sindaca a considerare il fatto che la qualità dell’operato non dipenda dal singolo lavoratore ma da tutta l’organizzazione. Ma Susanna Ceccardi non ci sta e continua: “Eh però dipenderà anche dai medici che lasciano i bisturi negli stomaci“. A questo punto la donna specifica anche che chiunque contrasti questa tesi è un finto buonista. Il dibattito continua ancora e ancora concludendosi poi con una riflessione, proprio da parte dell’amministratrice, che specifica quanti medici d’eccellenza ci siano negli ospedali nordici provenienti proprio dal Sud del nostro Paese. Tuttavia ribadisce la propria opinione sulla malasanità calabrese.

Un dibattito che ha acceso gli animi anche sui social. Chi difende la dignità di medico ovunque, chi pur abitando in meridione trova giusta questa posizione dichiarando che, visti i pochi servizi, è giusto pagare di meno, chi impronta tutto su una questione di mancate tecnologie ospedaliere e ancora chi non perde occasione per ribadire che al sud non arrivano i soldi o che è il sud a sfornare eccellenze da spedire al nord.

É chiaro che essendo in un paese democratico è giusto esprimere e lasciar esprimere agli altri la propria opinione. Triste è il fatto che nonostante si tratti di un tema così delicato  per molti rappresenti solo spunto per creare ulteriori divergenze.

La sanità è, a mio avviso, uno dei pilastri della nostra società per molti versi composta da eccellenze riconosciute ad alti livelli. Inutile specificare quanto io sia distante dal pensiero della leghista poiché MAI bisognerebbe fare di tutta l’erba un fascio e perché chiunque svolga con dovere il proprio lavoro ha diritto allo stesso compenso e agli stessi riconoscimenti che sia uomo o donna, bianco o nero, del nord o del sud e via dicendo. Condivido la tesi di De Masi che invita a guardare al complesso generale che forse andrebbe riorganizzato.

Ma è drammatico, per quanto mi riguarda, lo scenario che traspare da questo confronto. Secondo la sindaca la soluzione ai problemi di malasanità calabrese sarebbe quella di pagare di meno chi lascia un “bisturi nello stomaco”? Come se ciò fosse consentito ma ad un prezzo inferiore. La vita umana non può essere una compravendita, così come l’ideale di una nazione unita non può essere solo una mera propaganda politica acchiappa voti senza alcuna anima. Magari statisticamente sarà anche vero che la maggior parte delle eccellenze mediche del nord ha origini meridionali ma non è questo motivo di interrogativi o gare per aggiudicarsi il premio di miglior regione o miglior popolazione sud/nord e non può essere sempre usato come giustificazione. Così come è ingiusto parlare di soldi che non verrebbero mandati al sud e che magicamente si disperdono arrivando ad un certo punto della nostra penisola. Lo Stato se è Stato non può permettere questi giochi di magia ed ha il dovere di indagare a garantire a tutti lo stesso tenore di vita e gli stessi servizi. Si cerchi invece si sanare le lacune universitarie e offrire gli strumenti, anche tecnologici, per formare completamente un professionista. É un doppio gioco, questo politico, che va avanti da sempre. Cosa possiamo fare noi cittadini? Semplicemente non cadere nella loro trappola e nel frattempo studiare, leggere, informarci e valutare con coscienza tutto ciò che ci circonda. Solo la cultura potrà renderci liberi dagli inganni, dai pregiudizi e dalla miseria.

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