I cachi: il frutto degli dei con benefiche proprietà nutrizionali

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I cachi, sono originari della Cina e provenienti dall’Asia orientale. Sono frutti coltivati, anche nel nostro paese con culture che si sono ben adattate alle condizioni pedoclimatiche. Scopriamo le sue qualità e quanto bene fa alla salute.

I cachi sono i frutti tipici dell’autunno

L’Albero, Diospyros cachi, ovvero cibo degli dei, appartiene alla famiglia delle Ebenacee. Il frutto è di colore arancione. Esistono varietà come cachi comuni, dalla polpa dolce, morbida e cremosa. E i cachi mela, dal sapore vanigliato e polpa soda e croccante. L’autunno è la stagione della raccolta. I cachi possono essere raccolti sugli alberi anche acerbi e fatti maturare poi lentamente in casa, vicino a delle mele o delle pere per velocizzare la maturazione in quanto rilasciano l’etilene. Una volta maturi, vanno consumati subito perché si conservano per pochi giorni.

I cachi fanno bene per tutti?

Per i cinesi è l’albero delle sette virtù: fortemente resistente, ha una lunga vita ed è frondoso, ragion per cui offre riparo agli uccelli e agli uomini. Non soffre di parassitosi e i suoi rami, comprese le foglie, possono essere ampiamente impiegati come concime o come legna da ardere.

Per chi è consigliabile mangiare i cachi?

I nutrizionisti  lo consigliano ai bambini, agli sportivi, agli adulti, agli anziani perché sono energizzanti e rimineralizzanti. Sono ricchi di fibre, acqua, un’alta concentrazione di potassio, di magnesio, di beta-carote, di vitamina C. Contengono le catechine, un antiinfiammatorio. Sono diuretici, lassativi per la fibra insolubile. Fanno bene al cervello, alla vista, combattono i radicali liberi, sono un toccasana per gli anemici, rafforzano il sistema immunitario, sono contro i dolori mestruali. Se mangiati acerbi possono curare la stipsi. Sono il frutto ideale per affrontare la stanchezza fisica e mentale, tipica del cambio di stagione. Hanno proprietà antiacide, contro l’acidità dei succhi gastrici. Sono indicati per chi soffre di gastrite, di reflusso gastroesofageo. Vanno sempre consumati maturi e meglio se di mattina per il giusto carico energetico.

A chi sono sconsigliati?

Poiché contengono gli zuccheri, sono un po’ calorici , circa 200 Kcal ogni 200g. Si sconsigliano ai diabetici, a chi ha problemi di sovrappeso, di obesità o di colite. In gravidanza e allattamento si consiglia di consumare i cachi con moderazione evitando quelli acerbi che hanno proprietà astringenti e potrebbero causare o peggiorare la stipsi, problema abbastanza comune in gravidanza. Vanno sempre consumati maturi e meglio se di mattina per il giusto carico energetico.

I cachi: il frutto della pace

Le varietà

In Italia sono quattro le varietà di cachi maggiormente coltivate e immesse sul mercato: la Fuyu, la Hana Fuyu, lo Jiro e il O’Gosho. Il Fuyu produce frutti molto grandi, intorno ai due etti, con buccia giallo-arancia e maturazione che avviene nel mese di novembre. L’Hana Fuyu è ancora più grande, con frutti sopra i 220 grammi che hanno una leggera squadratura (sono simili a dei pomodori) e che si raccolgono a fine ottobre. I cachi Jiro sono più piccoli, di forma leggermente appiattita e dal colore giallo-arancio; i frutti sono disponibili tra ottobre e novembre. La varietà O’Gosho ha frutti di grossa pezzatura, con un sapore molto intenso e dolciastro, con buccia e polpa arancione e periodo di vendita a inizio novembre.

Ricetta: marmellata di cachi fatta in casa

Per questa ricetta, gli ingredienti sono:1 kg di cachi maturi, 300 g di zucchero e 1 limone e mezzo. Ecco il procedimento: Una volta lavati e spellati i cachi, metteteli a marinare con zucchero e il limone per circa 30 minuti. Poi versarli in una pentola per il tempo che i cachi si addensano, circa 30 minuti, ed ecco pronta la marmellata, per essere riversata nei vasetti di vetro chiusi ermeticamente e fatti bollire. Può essere conservata per tutto l’anno.