Hugues de Varine: Ecomusei che creano sviluppo

Lo scrittore è uno dei fondatori degli Ecomusei e della concezione partecipativa al patrimonio da promuovere

0
368
Hugues de Varine
Museo dell'arte molitoria Mulino Cocconi (immagine da Tripadvisor)

I poli diffusi coinvolgono le comunità locali nella valorizzazione degli aspetti caratteristici del territorio. Hugues de Varine descrive nel libro L’Ecomuseo singolare e plurale l’esperienza della cooperativa culturale che ha avviato il polo diffuso delle acque del Gemonese.


Ecomuseo della pietra da cantoni, un 2020 di progetti


Chi è Hugues de Varine?

Uno dei padri fondatori degli Ecomusei, realtà radicate in un paese a cui partecipano gli abitanti intenzionati a mantenere la propria identità culturale. Ha partecipato al movimento della Nuova museologia che concepisce Istituzioni aperte che attivano il dialogo con le persone. Dal 1965 al 1976 ha ricoperto la carica di rappresentante di ICOM. Un esperto del settore della promozione del patrimonio demoetnoantropologico che ha esperienza anche in Archeologia e Storia.

Gli Ecomusei

Non sono confinati tra le mura di un palazzo o un edificio storico e interessano risorse sparse sul territorio. Sono poi considerati Enti che crescono e si sviluppano con la gente che mantiene vive tradizioni e gestisce un patrimonio comune. Pertanto sono realtà dinamiche che cambiano con gli abitanti e fucine di progetti per il futuro. Le iniziative che propongono mirano a creare indotto e offrire opportunità per i residenti.

L’Ecomuseo delle acque del Gemonese

Un progetto realizzato in Friuli di Venezia Giulia che documenta le sorgenti e i torrenti della zona e la cultura materiale collegata. Quindi il Comune e la cooperativa Utopie concrete mantengono e inseriscono in percorsi turistici, mulini, fontane e lavatoi e studiano le pratiche di vita collegate. Il Centro di educazione ambientale propone iniziative di sviluppo sostenibile per il territorio.

Il libro di Hugues de Varine

L’autore spiega la storia degli ecomusei, ricordando i pionieri, Mario Vasquez Ruvalcaba, Pablo Toucet, John Kinard. Parla poi dei progetti avviati a livello italiano per promuovere località e borghi e descrive anche le esperienze brasiliane nella Nuova museologia. Un libro che fornisce indicazioni per realizzare simili iniziative, guardando quindi a casi che hanno portato effettivi benefici sul territorio. Il mulino di Gemona e le attività svolte in Friuli sono infatti un esempio di best practice nel settore.