Huawei: Trump revoca alcune licenze alla società

L’amministrazione del presidente uscente ha revocato una licenza a Intel per consentire la commercializzazione dei prodotti Huawei

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A pochi giorni dall’insediamento di Joe Biden, l’amministrazione uscente di Trump ha deciso di colpire nuovamente e la sua società di telecomunicazioni Huawei. Trump ha infatti fatto sapere al colosso cinese che revocherà diverse licenze per consentire la commercializzazione dei prodotti di Huawei. Ha inoltre fatto sapere che intende rifiutare ulteriori richieste di forniture.

Huawei: ultimi colpi dell’amministrazione Trump?

L’amministrazione uscente degli Stati Uniti ha deciso di colpire nuovamente il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei. La Casa Bianca ha infatti fatto sapere ai fornitori della società di Shenzhen che verranno revocate alcune licenze per la vendita a Huawei. Trump ha anche dichiarato che intende rifiutare ulteriori richieste di forniture. Le società che hanno ricevuto queste notifiche avranno venti giorni per rispondere. Il Dipartimento del Commercio, dal canto suo, avrà 45 giorni per comunicare la decisione, mentre entro ulteriori 45 giorni le società potranno fare appello. Tra le società coinvolte ci sarebbero la giapponese Kioxia Corp e persino Intel.

La portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha definito questa azione “una chiaro atto di bullismo” in violazione d quelli che sono i principi di mercato e di concorrenza. Questo atto violerebbe i regolamenti del commercio internazionale. Gli USA, rispondono dicendo che queste politiche sono volte alla protezione della sicurezza nazionale e degli interessi del Paese nell’ambito delle politiche estere. Secondo fonti citate da Reuters, il Dipartimento del Commercio USA avrebbe intenzione di “negare un significativo numero di licenze per l’esportazione a Huawei, e la revoca di almeno una precedente emessa”.

Anche Xiaomi nel mirino di Trump

Il presidente Trump ha anche inserito Xiaomi nella lista delle aziende alle quali sono state poste delle restrizioni. Xiaomi, tuttavia, potrà proseguire a commercializzare con le società statunitensi. Le quote azionarie delle suddette società in Xiaomi, però, saranno liquidate. Sul finire del 2020, Xiaomi ha sottratto al colosso americano Apple il titolo di terzo top vendor di smartphone al mondo. Dopo l’annuncio di Trump, il titolo ha improvvisamente perso oltre il 10% del suo valore. Secondo il Dipartimento della Difesa, Xiaomi sarebbe una società militare comunista. Avrebbe cioè strettissimi legami con le Forze Armate di Pechino, in quanto fornirebbe loro consulenze e tecnologie avanzate. Questo viene percepito da Washington come una minaccia.

La risposta di Xiaomi

Xiaomi si è affrettata a pubblicare una nota ufficiale per difendersi dalle accuse e frenare il crollo sul mercato: “La Società ribadisce che fornisce prodotti e servizi per uso civile e commerciale. Conferma inoltre di non essere posseduta, controllata o affiliata all’esercito cinese e di non essere una Società militare comunista cinese. Inoltre si è detta intenzionata a intraprendere azioni appropriate per proteggere gli interessi della Società e dei suoi azionisti e sta esaminando anche le potenziali conseguenze di questo atto per avere un quadro più completo del suo impatto sul Gruppo”.


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