Horti Lamiani Bettivò: la fotografia di Anna Del Vecchio

L'artista ha realizzato fotografie che riprendono lo studio di Monet sulla luce della "Cattedrale di Rouen"

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Horti Lamiani Bettivò
Una delle fotografie di Anna Del Vecchio

La galleria Horti Lamiani Bettivò a Roma presenta la mostra personale Ponti di Anna Del Vecchio a cura di Francesca Perti. In esposizione trentatré fotografie che hanno come fonte di ispirazione uno dei più noti dipinti di Monet, la Cattedrale di Rouen, ritratto in diversi momenti della giornata. Opening il 10 giugno alle 18.


Monet a Palazzo reale: un excursus nell’opera del pittore


Cosa ha indagato Anna Del Vecchio per la mostra a Horti Lamiani Bettivò?

Nel testo critico Francesca Perti parla della capacità dell’artista di sviluppare una tecnica di ripresa che definisce il reale. “Le fotografie che costituiscono il lavoro PONTI di Anna Del Vecchio, hanno come fonte di ispirazione la Cattedrale di Rouen di Claude Monet. Dipinta dall’artista più di trenta volte, in differenti momenti della giornata e in diverse situazioni climatiche, mostra il cambiamento della luce attraverso le pietre di una delle più imponenti strutture medievali. La fotografa porta avanti la sua ricerca, tesa a sperimentare la potenzialità della forma astratta e la sua capacità di elaborare significati. Individua elementi famigliari in composizioni casuali. La sua indagine è una caccia al tesoro, una continua tensione a cogliere l’opportunità fotografica. Lei stessa si definisce un’opportunista fotografica o, meglio dire, una esploratrice di ombre, riflessi, sfumature, passaggi di piano e di cromia del segno”.

Ponti di Anna Del Vecchio a Horti Lamiani Bettivò

“Le fotografie rappresentano nella stessa misura dei ponti, ricercati con la minuzia del chirurgo, quasi chiamati a sfidarsi e a sostenersi a vicenda. Sono opere che creano estraneazione e originano scariche di correnti elettriche impregnate della sensibilità dell’artista. Del Vecchio ci spinge a attraversare quei passaggi che si stagliano con la loro luce impeccabile, su città distopiche e paesaggi cyberpunk. Anna ha inseguito e declinato il collegamento in tutti i suoi significati. Ora ce lo restituisce invitandoci a scegliere il modo in cui attraversarlo. Sta alla nostra sensibilità decidere, se come stranieri invasori o come pellegrini, come mercanti o come esploratori. È davanti a noi, ci aspetta”.

Anna Del Vecchio

Vive e opera a Roma. Si è formata con un percorso appassionato e personalissimo di autoformazione culturale e individuazione tecnica di viaggi nella fotografia praticata e nella realtà osservata. Un articolato filo creativo l’ha quindi condotta a esplicitare le sue intuizioni artistiche indagando ambiti tra i più disparati dell’agire umano. Anna Del Vecchio ama definirsi un’artigiana, nel senso di intelligenza pratica e attitudine mentale a risolvere creativamente i problemi. Evita infatti facili speculazioni e un approccio intellettualistico alla produzione. Ha esordito nel 1975 a Milano e provincia in mostre collettive. Partita dalla pittura con una predilezione per i gessetti e le opere su carta, si è poi avvicinata a un linguaggio essenziale ed astratto, raggiunto con vari mezzi e materiali.

Approccio realistico all’immagine

La fotografia è sempre presente, come reportage di viaggio all’inizio, poi fuoco su dettagli impercettibili, incontro casuale con particolari significativi. A ciò si è aggiunta la sperimentazione sulla luce e le nuance, in digitale. Sue opere si trovano in collezioni e raccolte private in Italia e all’estero, in special modo negli Stati Uniti. Partecipa a mostre personali (annuali), collettive e anche rassegne d’arte in Italia. Ha ricevuto premi e riconoscimenti ed è citata dalla stampa specializzata. Inoltre è presente nell’Annuario d’arte moderna di artisti contemporanei. La mostra è visitabile fino al 20 giugno tutti i giorni dalle 16 alle 20.

Immagine da cartella stampa.