Hope: l’orbiter degli Emirati vicino a Marte

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Hope: l'orbiter presto nell'atmosfera di Marte

Tra le missioni spaziali partite lo scorso luglio, quella degli Emirati Arabi Uniti è in vantaggio. L’orbiter Hope dovrebbe entrare nell’orbita di Marte nell’arco delle prossime 24h. Dopo aver raggiunto il primo traguardo ed essersi stabilizzato, l’orbiter comincerà il suo lavoro.

Cos’è Hope?

Hope è la sonda spaziale assemblata dall’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti. La missione, chiamata Mars Hope, ha come fine ultimo lo studio dell’atmosfera e del clima marziano. L’agenzia spaziale lanciò Hope lo scorso 19 luglio. La sonda ha viaggiato per 200 giorni alla velocità di 40.000 km/h. Ora è in vista di Marte e a breve entrerà nella sua atmosfera. Una volta in orbita, la sonda fornirà immagini senza precedenti del Pianeta Rosso. Hope sarà la prima delle missioni partite lo scorso anno a raggiungere l’orbita marziana.

La missione spaziale degli Emirati Arabi

Hope utilizzerà tre strumenti: una fotocamera digitale ad alta risoluzione, uno spettrometro a infrarossi ed uno ad ultravioletti. L’obiettivo è studiare come i diversi strati dell’atmosfera interagiscano tra loro e come queste interazioni cambino a seconda dell’ora, del giorno e dell’anno. Questo aiuterà gli scienziati a capire come il gas fuoriesca dall’atmosfera marziana e fluttui nello spazio. Un processo, questo, che mantiene Marte freddo e asciutto.

Cosa accadrà quando Hope entrerà in orbita

Se Hope entrerà in orbita in modo sicuro, scienziati e ingegneri passeranno due mesi a testare il veicolo spaziale e i suoi strumenti. Se i test andranno bene, inizieranno ad effettuare le dovute misurazioni su Marte. Entro settembre 2021 potrebbero avere evidenze scientifiche da presentare. Gli scienziati vogliono capire come hanno fatto l’atmosfera ed il clima di Marte a cambiare così radicalmente. Circa 3,1 miliardi d’anni fa, infatti, il Pianeta Rosso aveva un’atmosfera abitabile. Il cratere di Gale, ad esempio, ospitava un lago non troppo diverso da quelli terrestri, con un’acqua potabile e diversi fiumi che lo accrescevano.

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