Hong Kong: chiude il principale gruppo di opposizione

Civil Human Rights Front ha annunciato il suo autoscioglimento

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Hong Kong: chiude il principale gruppo di opposizione

Civil Human Rights Front, il gruppo di opposizione a Hong Kong che ha organizzato diverse proteste, come quella degli ombrelli, ha deciso il proprio autoscioglimento. A dare la notizia è il sito South China Morning Post. “Pechino non risparmia sforzi per schiacciare i gruppi pro-opposizione, anche se organizzano proteste pacifiche o sostengono la ripresa della sovranità di Hong Kong”, ha detto una fonte.

Perché il gruppo di opposizione di Hong Kong ha annunciato il suo autoscioglimento?

Il gruppo di opposizione di Hong Kong Civil Human Rights ha annunciato la sua decisione di autoscioglimento. Il gruppo è sempre stato noto per aver organizzato numerose importanti proteste, tra cui quella del “porto profumato” e la celeberrima “protesta degli ombrelli”. La testata che ha riportato la notizia è il quotidiano South China Morning Post. Trattasi dell’ennesima conferma che l’opposizione al governo di Pechino si fa sempre più difficile per i suoi esponenti, specialmente nell’ex colonia britannica. Dello stesso avviso è una fonte anonima, che ha riferito alla testata che la Cina non risparmia alcuno sforzo “per schiacciare i gruppi pro-opposizione”. La chiusura del sindacato si deve soprattutto all’introduzione della controversa legge sulla sicurezza tanto voluta da Pechino, e che di certo non favorisce la sovranità dell’ex colonia britannica.

Civil Human Rights Front potrebbe comunque subire ripercussioni da parte della polizia

La legge sulla sicurezza prevede che sia vietato e criminalizzato qualsiasi atto di sovversione, sedizione e secessione contro il governo della Repubblica Popolare Cinese. Lo scioglimento del Civil Human Rights Front non dovrebbe però impedire alla polizia “di piombare su di esso”, secondo alcune fonti che conoscono bene il pensiero del governo centrale. Il governo sarebbe infatti disposto ad annullare totalmente qualsiasi possibile fonte di preoccupazione per la “stabilità di Hong Kong”, anche se si tratta di organizzazioni autosciolte.


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