Homo neanderthalensis, sequenziato un nuovo DNA

Continuano le ricerche genetiche volte a chiarire le origini dell’uomo

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L’Istituto Max Planck ha sequenziato il genoma di un nuovo Homo neanderthalensis. Il terzo, per la precisione. Finora solo due Neanderthal hanno fornito dati analizzabili in alta qualità. Uno proviene dalla grotta di Vindjia, Croazia, mentre l’altro dalla grotta di Denisova, Siberia.

La ricerca fa parte del progetto «Genoma di Neanderthal», fondato nel luglio 2006 e avviato da «454 Life Sciences». La società di biotecnologie ha sede a Branford, Connecticut negli Stati Uniti. Chi coordina il progetto è l’Istituto Max Planck per l’antropologia evolutiva a Lipsia, in Germania. L’obiettivo è chiarire geneticamente la posizione evolutiva di questi ominidi.

È stato possibile analizzare il genoma di questo Homo neanderthalensis grazie a un frammento osseo femminile ritrovato nella grotta Chagyrskaya, tra le montagne Altai della Siberia. Il reperto risalirebbe a circa 60.000-80.000 anni fa. A capo della ricerca Fabrizio Mafessoni, il quale ha pubblicato il suo studio sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences).

Le nuove scoperte

Per eseguire il sequenziamento del DNA, il gruppo di ricercatori ha estratto quest’ultimo dalle ossa stesse ridotte in polvere. Analizzando il genoma, gli scienziati hanno ritenuto che la donna di Chagyrskaya sia strettamente imparentata più con la donna neanderthalensis della grotta croata che con l’altro individuo della grotta di Denisova, vissuto 40.000 anni prima. Ciò dimostrerebbe come le popolazioni dei Neanderthal occidentali, ad un certo punto, abbiano sostituito le altre popolazioni neanderthalensis in Siberia.

«Abbiamo anche scoperto che i geni espressi nello striato del cervello durante l’adolescenza hanno mostrato più cambiamenti, andando ad alterare l’amminoacido risultante rispetto ad altre aree del cervello», ha spiegato Fabrizio Mafessoni.

Quindi, l’area del cervello addetta a funzioni quali la cognizione, il processo decisionale, la motivazione e la percezione della ricompensa, avrebbe svolto un ruolo più importante nei Neanderthal che negli altri ominidi.

Grazie a questo terzo sequenziamento di DNA effettuato sull’Homo neanderthalensis, quindi, si aggiunge un importante tassello sull’interazione tra le varie tribù di ominidi. Inoltre, si conferma ulteriormente che questi nostri antenati non sono mai stati intellettivamente inferiori all’Homo sapiens.

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