Henri Bergson: tempo, durata e libertà

Filosofia, vita, tempo e durata di Henri Bergson

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Henri Bergson

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Henri Bergson. L’opera del filosofo si impone come la massima espressione dello spiritualismo francese, importante corrente del pensiero contemporaneo. Questa corrente costituì la prima reazione al positivismo. Lo spiritualismo cercò infatti di dare importanza ai concetti di anima e coscienza. Spinse l’uomo a prendere in esame la sua stessa interiorità. La figura di Bergson può essere meglio compresa nel quadro di un evoluzionismo spiritualistico che ha trovato rappresentanti o difensori in tutta Europa.

Henri Bergson: opera del filosofo

Henri Bergson: solo filosofo o anche homme de plume?

Il nome di Bergson non è solo quello di un filosofo contemporaneo. Certo, le sue dottrine filosofiche, ancora oggi, hanno una fama considerevole. Ma il filosofo è noto anche per la sua penna. Straordinaria fu la sua capacità di esprimere concetti e nozioni attraverso la scrittura. Infatti Bergson fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1927. Vinse il premio sia per le sue ricche e feconde idee sia per la brillante abilità con cui ha saputo presentarle.

Cenni biografici del filosofo

Henri Bergson nacque a Parigi il 18 ottobre 1859. Frequentò il Liceo Fontaine e a soli diciannove anni entrò nella Scuola Normale Superiore. Il filosofo nel 1881 ebbe il primo incarico come docente presso il Liceo di Angers e poi al Blaise Pascal. Professore, scrittore, intellettuale e filosofo.

Gli scritti del pensatore

Bergson diede alle stampe il suo primo scritto, Saggio sui dati immediati della coscienza, nel 1889. A questo seguirono Materia e Memoria, L’evoluzione creatrice. L’energia sprirituale, Durata e simultaneità, Il pensiero e il movente, Le due fonti della morale e della religione. La prima opera del filosofo, il Saggio, presentò il metodo della filosofia bergsoniana. Il pensatore francese cercò sempre di liberare la vita originale dalle strutture intellettuali della coscienza per attingere nella sua purezza.


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Henri Bergson: il tempo della scienza e il tempo della vita

Secondo Bergson il tempo non è unico. Ci sono due tempi: il tempo della scienza e il tempo della vita. Il primo è fatto di istanti differenti solo quantitativamente. Questo tempo è una somma di secondi ed è anche reversibile poichè un esperimento può essere ripetuto e osservato un numero indefinito di volte. Il tempo della vita, quello della psiche, consta invece di istanti fra loro diversi qualitativamente. Gli attimi vissuti in questo tempo sono irripetibili.

La durata della vita

Per un essere cosciente, esistere significa mutare, mutare significa maturarsi, maturarsi significa creare indefinitamente se stesso“. Se il tempo spazializzato della fisica trova la sua immagine in una collana di perle, tutte eguali e distinte fra di loro, l’immagine del tempo della durata è il gomitolo di filo. Questo gomitolo muta continuamente e cresce su se medesimo. Questa conservazione totale è nello stesso tempo una creazione totale. La vita spirituale quindi è essenzialmente autocreazione e libertà. Per la vita sprituale Bergson ci mette in guardia. Il filosofo infatti ci dice chiaramente che per la vita spirituale non si può parlare di tempo spaziale. L’esteriorizzazione del tempo vissuto è in contrasto con la testimonianza della coscienza. L’anima non è determinata dalla simpatia o dall’odio come da una forza che agisce dall’esterno. Ogni sentimento è tutta l’anima, l’anima è libera e si determina da sè.

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