21 Luglio 1899: Nasce Ernest Hemingway

Hemingway è considerato uno dei maggiori narratori del Novecento. Soprannominato il Papa, Ernest Hemingway ha fatto parte della cosiddetta "Generazione perduta", comunità di espatriati americani a Parigi negli anni 20'. Ha condotto una vita sociale turbolenta ma molto attiva e dinamica. Personalità controversa, amato e odiato dalla critica e dal pubblico.

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Item consists of one photograph. Hemingway once wrote for the Toronto Star. *** Local Caption *** Item consists of one photograph. Hemingway once wrote for the Toronto Star.
Hemingway

120 anni fa – precisamente il 21 Luglio 1899 – nasceva in un sobborgo di Chicago, ad Oak Park (Illinois), uno dei maggiori narratori del Novecento. Soprannominato Papa, Hemingway ha fatto parte della cosiddetta “Generazione perduta“, comunità di espatriati americani a Parigi negli anni 20′. Ha condotto una vita sociale turbolenta ma molto attiva e dinamica. Personalità controversa, amato e odiato dalla critica e dal pubblico.

La vita

Hemingway nasce e cresce in una famiglia benestante. Il padre – Clarence Edmonds – era un medico, mentre la madre – Grace Hall – era aspirante cantante d’opera lirica. Dopo aver ottenuto il diploma nel 1917 Ernest si rifiuta di proseguire gli studi all’università e comincia a collaborare come cronista del quotidiano locale “Kansas city star” in Kansas. Il quotidiano si caratterizzava per il suo linguaggio moderno, rapido e oggettivo.

Gli anni della prima guerra mondiale

1918: Il giovane Hemingway è deciso a partire per la grande guerra, quella che dal 1917 coinvolge anche gli Stati Uniti. E’ però un difetto alla vista a tagliarlo fuori dalla battaglia e a costringerlo ad arruolarsi nei servizi di autoambulanze, destinato al fronte Italiano. Nel 1920, dopo essere stato decorato con la croce di guerra americana e la medaglia di argento italiana, Hemingway torna in patria, ad Oak Park, dove viene accolto come un’eroe.

Anni 20′

Negli anni ‘20 Ernest va a vivere a Toronto. Qui collabora con il “Toronto Star“, redazione che nel dicembre dello stesso anno lo manda come corrispondente in Europa. Nell’autunno – su suggerimento di Sherwood Anderson – decide di trasferirsi a Parigi, desideroso di incontrare la scrittrice statunitense Gertrude Stein affinché lo presentasse a James Joyce e ad Ezra Pound.

Proprio a Parigi Hemingway inizia la sua carriera letteraria, grazie all’incontro con Gertrude Stein, suo mentore, che lo indirizza alle letture dell’epoca, in particolar modo al modernismo. Come già accennato, qui entra a far parte della “generazione perduta“, comunità di espatriati statunitensi di cui facevano parte personalità come Francis Scott FitzgeraldThomas Stearns EliotAbraham Walkowitz, Henry Miller, Ezra Pound e Sherwood Anderson.

Nel 1922 il “Toronto Star” lo incarica di recarsi a Costantinopoli per seguire il conflitto turcogreco, qui conobbe il colonnello Charles Sweeny, con il quale intraprende una sincera amicizia. Sarà proprio l’evacuazione dei cristiani dalla Tracia ad ispirarlo a scrivere “A Farewell to Arms“, romanzo che uscirà nel 1929 e che sarà tradotto in tutto il mondo tranne che in Italia. Qui il fascismo non apprezza i riferimenti dello scrittore sulla disfatta di Caporetto.

1926: Per Hemingway arriva il successo. Grazie alla sua passione per la corrida si reca in Spagna, in occasione della “Fiesta di San Firmin” a Pamplona. Questo, per lui, sarà lo spunto per Fiesta, il suo primo romanzo che diventerà il manifesto della “generazione perduta”, espressione coniata proprio dal suo mentore, Gertrude Stein.

La Guerra civile Spagnola e la Seconda Guerra Mondiale

Hemingway nel 1939

Nel 1937 si reca nuovamente in Spagna, come corrispondente al seguito dei repubblicani e al fine di documentare la sua propaganda antifascista. Qui ricava materiale per il suo romanzo Per chi suona la campana (1940), che venne pubblicato in luglio a New York con una vendita immediata di centomila copie. Si tratta probabilmente del suo romanzo più riuscito e narra della storia di Robert Jordan, un volontario dell’esercito antifranchista che condivide pericoli, sacrifici e amore con i partigiani per far saltare un ponte.

In mezzo alla guerra Hemingway si trova ancora nel 1944, al seguito dell’invasione del D-Day, poi a capo d’un gruppo di partigiani francesi fino allo sbarco a Parigi.

Gli anni del dopoguerra e il declino fisico-mentale

Hemingway al caffè Roma 1951

Tornato a Cuba, scrive Il vecchio e il mare (1952), romanzo che gli garantisce il Premio Pulitzer nel 1953 e soprattutto il premio Nobel nel 1954, che non riesce a ritirare a causa di un grave incidente aereo durante un safari in Africa. E’ l’inizio di un declino fisico e psicologico che lo ha portato, nel tentativo di curarsi, all’elettroshock. Nel 1957 Hemingway inizia a soffrire di una forte depressione, raramente usciva di casa e scrive solo un articolo in quel anno: A Man of the World. Successivamente, in seguito a crisi maniaco-depressive, viene ricoverato alla clinica Mayo nel Minnesota. Qui, gli viene diagnosticata una emocromatosi e viene colpito da afasia. La mattina del 2 luglio 1961 la moglie si sveglia a causa di un forte colpo. Hemingway si era sparato mettendosi la canna del fucile in bocca…

«Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto… E come è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse.»

Hemingway

Opere più importanti

  • Tre racconti e dieci poesie (1923)
  • Nel nostro tempo (1925)
  • Torrenti di primavera (1926)
  • Il sole sorge ancora (Fiesta) (1926)
  • Uomini senza donne (1927)
  • Il vincitore non prende nulla (1933)
  • Quarantanove racconti (1938)
  • Addio alle armi (1929)
  • Verdi colline d’africa (1935)
  • Avere e non avere (1937)
  • Per chi suona la campana (1940)
  • Il giardino dell’Eden (1946-47)
  • Isole nella corrente (1950-51)
  • Il vecchio e il mare (1952)
  • Di là del fiume e tra gli alberi (1950)
  • Festa mobile (1964)

Try to learn to breathe deeply, really to taste food when you eat, and when you sleep, really to sleep. Try as much as possible to be wholly alive with all your might, and when you laugh, laugh like hell. And when you get angry, get good and angry. Try to be alive. You will be dead soon enough.

Cerca di imparare a respirare profondamente, a gustare davvero il cibo quando mangi e quando dormi, a dormire davvero. Cerca il più possibile di essere completamente vivo con tutte le tue forze, e quando ridi, ridi di gusto. E quando ti arrabbi, sii arrabbiato. Cerca di essere vivo. La vita è breve.

Ernest Hemingway
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