Hemingway: il 25 agosto 1944 è il giorno della sua leggendaria «liberazione» del Ritz di Parigi

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Ernest Hemingway: il 25 agosto 1944 la liberazione del Ritz.

Ernest Hemingway non è stato semplicemente un grande scrittore, maestro della letteratura mondiale, ma anche un uomo dalla personalità variegata e complessa. Grande conquistatore di donne, è noto anche per la sua spavalderia che, a tratti, lo faceva sembrare anche un po’ presuntuoso, dunque non c’è da sorprendersi se la vicenda che l’ha visto coinvolto in prima persona il 25 agosto 1944 sia stata descritta e considerata da lui come un qualcosa di «leggendario».

21 luglio 1899: nasce Ernest Hemingway

Lo scrittore statunitense, infatti, ha sempre raccontato con una certa enfasi di essere stato protagonista della liberazione del famoso Hotel Ritz di Parigi, quando l’esercito americano durante la Seconda Guerra Mondiale provocò la fuga dei tedeschi dalla capitale francese. Ufficialmente in qualità di giornalista e di inviato di guerra per la rivista Collier, l’intellettuale entrò nella città transalpina insieme all’esercito del suo Paese. Tuttavia non si limitò soltanto a fare ciò per cui era stato ingaggiato ma, alla guida di una jeep, decise di lanciarsi in una missione del tutto personale, andando a liberare dai tedeschi uno degli alberghi che lui più amava in assoluto.

Dopo aver preso parte alla Prima Guerra Mondiale e alla Guerra civile spagnola, Hemingway riuscì ad infiltrarsi fra le truppe degli Stati Uniti che portarono avanti l’operazione dello Sbarco in Normandia. In qualità di volontario si associò ai servizi di intelligence del suo Paese e così ebbe l’opportunità di entrare in contatto con gli uomini che stavano organizzando la resistenza francese, sentendosi così pienamente coinvolto in una di quelle vicende ad alto rischio che tanto lo appassionavano, e cominciando ad esaltarsi al pensiero di diventare il primo cittadino americano ad entrare a Parigi durante la liberazione.

Ernest Hemingway e la vicenda del Ritz di Parigi.

Negli anni a seguire, proprio uno dei combattenti della resistenza transalpina rivelò che l’autore de Il vecchio e il mare aveva una vera e propria ossessione per il Ritz, ricordando che spesso diceva di voler essere lui il primo statunitense nella storia a liberare il lussuoso hotel parigino dagli invasori del Terzo Reich. Del resto, la sua passione per la struttura alberghiera era nata già negli anni ’20 quando vi aveva soggiornato con F. Scott Fitzgerald, e da quel momento non l’aveva più dimenticata.

Hemingway: la liberazione del Ritz tra storia e leggenda

Sfruttando i suoi contatti fra le truppe degli States guidate dal generale George S. Patton, il Premio Nobel per la Letteratura 1954 riuscì ad essere insieme agli uomini dell’ufficiale francese Philippe Leclerc quando i carri armati transalpini riuscirono a fare il loro ingresso a Parigi. A quel punto, senza alcuna remora, chiese al militare di avere un manipolo di soldati sotto il suo comando per andare alla (ri)conquista dell’Hotel Ritz, ma la reazione fu decisamente gelida e venne allontanato.

Nonostante ciò lo scrittore non si arrese, e così il 25 agosto 1944 decise di fare tutto da solo, mettendosi alla guida di una jeep militare sormontata da una mitragliatrice e, accompagnato da alcuni esponenti della resistenza francese, mosse verso l’albergo che sorgeva presso la bellissima Place Vendome. Riuscì così a fare irruzione nell’edificio, annunciando trionfante che era giunto lì per renderlo libero dalla presenza dei nazisti, tra cui Joseph Goebbels e Hermann Goering che pare vi andassero spesso soprattutto per sollazzarsi al bar della struttura.

Quando il direttore dell’albergo si avvicinò al giornalista americano, questi gli chiese dove fossero i tedeschi da cacciare via, ma il dirigente gli rispose che ormai già da un po’ di tempo avevano abbandonato il Ritz, aggiungendo che non avrebbe potuto dargli il permesso di entrare con delle armi tra le mani. L’autore di Per chi suona la campana, a quel punto, mise la pistola nel fodero e, avvicinatosi al bar, pare che abbia ordinato addirittura 51 Martini-dry.

Il bellissimo Hotel Ritz di Parigi.

In una testimonianza rilasciata negli anni seguenti, l’allora responsabile dei barman, Colin Field, riportò che l’intellettuale fin da subito cominciò a comportarsi come fosse una sorta di generale con tanto di uniforme e impartendo dei veri e propri ordini. Inoltre pare che abbia anche effettuato una perquisizione nella cantina dell’hotel, sequestrando un’intera partita di brandy e facendo anche due prigionieri.

Successivamente andò a controllare anche gli altri piani e le camere d’albergo, ma vi trovò soltanto delle lenzuola lasciate ad asciugare che nascondevano dei proiettili utili ad andare all’assalto dei nazisti qualora avessero deciso di tornare al Ritz.

Lo scrittore dinanzi alla Corte Marziale

Hemingway ha riportato della sua personalissima liberazione del Ritz di Parigi in un racconto dal titolo A Room on the Garden Side, pubblicato postumo circa un anno fa dalla rivista Strand Magazine. In questo testo ha descritto come i suoi uomini, dopo aver fatto irruzione nell’hotel, abbiano bevuto champagne mentre erano intenti a pulire le armi in attesa di preparare la seconda fase delle loro operazioni belliche. Secondo gli studiosi probabilmente questa narrazione, nelle intenzioni dell’autore, avrebbe dovuto far parte di un progetto letterario molto più ampio nel quale lo scrittore americano avrebbe raccontato tutte le sue esperienze di guerra.

La liberazione di Parigi dall’occupazione nazista.

Tornando a quanto accadde in quel 25 agosto 1944, i comportamenti tenuti da Hemingway non passarono inosservati tra gli ufficiali americani, i quali decisero di trascinare il giornalista dinanzi alla Corte Marziale per aver portato delle armi nonostante fosse un corrispondente di guerra. In realtà ben presto si preferì far cadere le accuse nei suoi confronti per evitare che la vicenda della liberazione del Ritz potesse generare un certo imbarazzo tra i servizi segreti americani, e pare che addirittura, evitando proclami ufficiali, il geniale intellettuale abbia ricevuto una medaglia di bronzo per aver lavorato brillantemente lungo il territorio di guerra, in condizioni rischiose per fornire un accurato reportage su ciò che stava accadendo in quei drammatici momenti.

C’è da sottolineare che anche l’Hotel Ritz di Parigi col tempo decise di chiudere un occhio nei confronti di Ernest Hemingway, dedicandogli anche un piccolo bar a partire dal 1994.

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