Heinrich von Kleist: il poeta del doppio suicidio

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Heinrich von Kleist

Heinrich von Kleist fu uno scrittore tedesco vicino ai romantici per la vigorosa carica sentimentale e non lontano dai classici in quanto creatore di una particolare forma di tragedia classica. Fu però anche autore radicalmente originale e considerato perciò uno dei massimi poeti della letteratura tedesca e di tutta l’epoca moderna.
A lui è intitolato il prestigio premio letterario tedesco.

Heinrich Von Kleist: la vita

Nato a Francoforte sull’Oder il 18 ottobre 1777, la sua vita è densa di travagli fisici e interiori, di spostamenti e cambiamenti. Già all’età di undici anni viene inviato a Berlino e nel 1792 entra nel reggimento della guardia di Potsdam. Nel 1799 abbandona la carriera militare e incomincia a dedicarsi assiduamente alla letteratura, alla scrittura e al teatro. Si trasferirà poi in Svizzera, a Thun.
I numerosi viaggi tra Berna, Parigi, Ginevra e Milano, tuttavia, non lo aiutano a superare la profonda crisi fisica e psichica che lo attanaglia tanto da abbozzare i primi piani di suicidio.

Ritorna in Germania nel 1803 per dedicarsi alla carriera di funzionario prussiano a Berlino. Dopo l’ennesimo soggiorno, questa volta a Praga nel 1809, si ammala e ha un definitivo crollo nervoso. Non si riprenderà più fino al suicidio avvenuto il 21 novembre del 1811 al Wannsee, presso Berlino, insieme alla sua intima amica Henriette Vogel.

Heinrich von Kleist: le sue opere

Mentre si trova a Thun, in Svizzera, nel 1802 compone il primo dramma teatrale. L’opera viene titolata Die Familie Schroffenstein (La familia Schroffenstein) e getta le basi dello stile kleistiano poiché è già composto dal crollo delle certezze.
Invertirà poi momentaneamente la rotta per comporre due commedie teatrali come AmphitryonDer zerbrochene Krug (La brocca rotta).

Nel 1807 comincia a scrivere racconti, il primo dei quali è Das Erdbeben in Chili (Il terremoto in Cile). Qui ciascuno pone fiducia, ingenuamente, negli altri in una situazione critica come una catastrofe naturale.

Il 1808 è forse l’anno più ricco nella produzione di Kleist. A livello teatrale conclude Penthesilea e Die Hermannsschlacht (La battaglia di Arminio).
La prima è un’opera a lungo dibattuta: l’autore descrive in maniera radicale l’eros e porta alle estreme conseguenze le sue convinzioni sia sul mondo, sia sul linguaggio. Forma e testo sono resi volutamente indecifrabili. Quello di Kleist è dunque un teatro non rappresentabile, da leggere più che da riprodurre.

Heinrich von Kleist

Scrive poi altri racconti: Die Marquise von O… (La marchesa di O…), Die Verlobung in St. Domingo (Il fidanzamento a Santo Domingo) e Das Bettelweib von Locarno (Il mendicante di Locarno). In queste opere il tragico diventa comico e viceversa, l’amore diviene violenza, gli angeli sono demoni celati, tutto si contraddice.
Le sue ultime fatiche teatrali sono Das Käthchen von Heilbronn (Caterina di Heilbronn) e Prinz Friedrich von Homburg (Il principe di Homburg) entrambe del 1810.

Chiudono la sua carriera i racconti Der Zweikampf (Il duello), Der Findling (Il trovatello) e Die heilige Caecilie (Santa Cecilia) oltre al romanzo Michael Kohlhaas dove riversa frustrazioni e furore nei confronti dei soprusi subìti come funzionario nell’apparato dello stato prussiano e della sua burocrazia.
Tra il 1809 e il 1810 Kleist è giornalista e scrive sul primo quotidiano berlinese pubblicato nella sua edizione serale, der Berliner Abendblätter che trattava reportages di attualità oltre a commenti socio-politici.

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