Health Effects Institute americano: bambini a rischio

I dati confermano l'impatto dell'inquinamento sui più piccoli

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Il cambiamento fa parte della vita di ogni essere vivente più o meno animato. Come l’uomo, nel suo svilupparsi, muta aspetto, emozioni e sentimenti, così vale anche per il circostante. Lo affermava anche Eraclito. “Tutto scorre”, diceva il filosofo greco. “Tutto scorre, proprio come un fiume. Non è possibile bagnarsi due volte con la stessa acqua”. L’essere umano, ha contribuito al cambiamento. Lo ha fatto stabilendosi su questa Terra, rendendola usufruibile a suo piacimento. Le risorse terrestri si sono trasformate da tesori naturali a fonti necessarie alla sopravvivenza umana. Tanto, da diventare oggetto di discussioni e conflitti macchiati di sangue. Le guerre che prendono vita lo sfruttamento energetico, non si combattono solo con le armi. L’inquinamento, è di fatto una battaglia che ogni giorno miete le sue vittime. I vincitori di questa lotta, succede che pervengano solo in apparenza. Ad approfondire questo studio, c’ha pensato l’Health Effects Institute americano.

Cos’ha scoperto l’Health Effects Institute americano?

Non è una novità. Il riscaldamento, è un problema che affligge sempre di più la nostra società e il mondo in cui viviamo. Tuttavia, i dati risultano più preoccupanti del previsto. Secondo lo State of Global Air 2020, a partire da gennaio 2020 più di 116mila bambini indiani sono morti a causa dell’inquinamento atmosferico nel primo mese di vita e 236mila nell’Africa sub-sahariana. Conferma del fatto che la salute terrestre sta avendo effetti nocivi anche sulla popolazione più giovane.

Già nel 2019, i dati non erano comunque confortanti. Infatti, l’anno scorso l’inquinamento atmosferico ha ucciso 476mila neonati nel 2019, soprattutto in India e nell’Africa sub-sahariana. Paesi nei quali il contenimento dell’impatto ambientale è meno attivo rispetto ad altre zone del globo. Addirittura, lo studio dell’Health Effects Institute americano, ci conferma un’altra sfumatura di questa realtà. A subire i danni di questo stato mondiale patologico, non siamo solo noi essere viventi che già respiriamo. Gli effetti dell’inquinamento riguardano anche le vite che intendono sbarcare su questo pianeta. Si è infatti stimato un aumento dei casi di aborto spontaneo, malformazioni e altre patologie congenite.

Tutto ciò, è legato allo stato dell’aria che respiriamo. Le condizioni di salute della Terra, stanno diventando infatti nocive quanto il fumo di sigaretta e una scorretta alimentazione. Questi due fattori, rappresentano ancora le maggiori cause di morte dell’intera popolazione mondiale. Tuttavia, l’inquinamento globale si sta guadagnando il podio.


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E’ troppo tardi?

Corre il detto “non è mai troppo tardi”. Lo utilizziamo in quei momenti nei quali intendiamo agire, ma non sappiamo con certezza se ne valga o meno la pena. La realtà è che prendere atto di ciò che si sta vivendo e comportarsi di conseguenza, costituisce sempre il primo passo verso il cambiamento. Se “tutto scorre”, se il cambiamento non si può evitare, è anche vero che siamo noi gli artefici della nostra vita. Ecco perché, cominciare, cominciare a mutare il nostro fluire in maniera più sostenibile, partendo dai piccoli gesti, è la base per costruire il futuro. Un futuro concreto, al quale si può pensare in maniera positiva. Nel quale intendiamo crescere le persone che saremo domani, nonché i cuori che inizieranno a battere più avanti.

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