Hannes, la mano indossabile che ha rivoluzionato la tecnologia assistiva

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la mano poliarticolata Hannes

La vita delle persone disabili negli ultimi anni ha ricevuto un notevole miglioramento e il merito è della tecnologia che è venuta in ausilio all’essere umano, favorendo la mobilità e contribuendo al superamento delle barriere. Le innovazioni tecnologiche, grazie anche alle normative adottate nei vari Paesi e ad un forte cambiamento di cultura e mentalità della società, hanno favorito un progresso continuo finalizzato a rendere la vita del portatore di handicap più semplice e funzionale. In particolare, la tecnologia assistiva si occupa di progettare e realizzare  dispositivi assistivi, adattivi e riabilitativi per le persone con disabilità e  si pone l’obiettivo di sviluppare dispositivi che possano fornire maggiore indipendenza e migliore accessibilità alle attività quotidiane alle persone che hanno difficoltà fisiche o cognitive.

Negli ultimi anni si è assistito ad un incredibile sviluppo dei dispositivi indossabili, meglio conosciuti come wearable, quali smartwatch, smartband, visori ma anche sensori tessutali e dispositivi, dotati di specifici sensori, che permettono di monitorare in modo costante e rapido lo stato psico-fisico della persona. In questa categoria rientrano anche protesi, arti bionici o esoscheletri che rappresentano l’evoluzione più importante e significativa che la tecnologia ha compiuto in campo medico. Questi dispositivi hanno lo scopo di facilitare lo svolgimento di attività alle persone con disabilità, di permettere ad un individuo di riacquistare una piena autonomia o , in caso di disabilità fisiche, di recuperare la capacità di movimento.

Ne è un esempio la mano poliarticolata Hannes, sviluppata dal laboratorio Rehab Technologies IIT-INAIL e progettata per permettere di recuperare la funzionalità perduta a causa dell’amputazione dell’arto superiore. Le principali caratteristiche di questo dispositivo sono la leggerezza e la robustezza che permettono un perfetto adattamento al corpo umano. Hannes non richiede nessun tipo di intervento per essere utilizzata poiché è dotata di un sistema di controllo, di tipo mioelettrico, costituito da sensori che hanno il compito di interpretare l’impulso proveniente dal cervello e attivare, in seguito, il movimento della mano o del polso, permettendo alla persona disabile di svolgere le normali attività.

I dispositivi wearable rappresentano senza dubbio una delle sfide più grandi che la tecnologia si troverà ad affrontare nei prossimi anni e si deve partire dalla consapevolezza che è necessario intervenire per migliorare l’efficacia di questi strumenti al fine di renderli accessibili ad un numero sempre maggiore di persone, senza escludere nessuno.

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