Cina, Russia, Spagna, Canada, Silverstone, SPA, Italia, Singapore, Giappone, USA e oggi Messico. Sono servite 10 vittorie a Lewis Hamilton per conquistare il quarto titolo iridato davanti ad un contender d’eccezione come Sebastian Vettel.
Arrivando al 18º appuntamento stagionale con un vantaggio rassicurante di 66 punti sul tedesco del Cavallino, a Hamilton è bastato ottenere il 9º posto per sollevare le mani al cielo sul traguardo e realizzare di aver collezionato l’ennesimo mondiale piloti. Inutile lo sforzo profuso da Vettel per conquistare il 4º posto.

Neanche l’avvio thrilling di Città del Messico ha impedito a Lewis Hamilton il suo personalissimo mondiale, dopo aver già ottenuto con la propria scuderia quello costruttori nel Gp di Austin lo scorso weekend. Un successo costruito nel tempo, gara dopo gara, avendo lottato testa a testa con il ferrarista sino a metà stagione, per poi approfittare di alcuni colpi di scena che hanno costretto proprio il pilota del Cavallino al ritiro (Singapore e Giappone). Hamilton scrive per la quarta volta il proprio nome all’interno dell’Albo d’oro d’ogni epoca così proprio come hanno fatto piloti del calibro di Alain Prost e dello stesso Vettel.

Passa in secondo piano la vittoria schiacciante ottenuta da Max Verstappen nelle chicane del circuito di Città del Messico. Vittoria ottenuta dopo un’entusiasmante partenza, aggressiva come è suo solito, costringendo Vettel e Hamilton a rientrare immediatamente ai box per poi ricostruire da zero la loro gara. Alle spalle dell’olandese si piazza la coppia finladese Valtteri Bottas (Mercedes) e Kimi Raikkonen (Ferrari).

SEMAFORO VERDE – Allo spegnimento dei semafori, sono ottimi gli spunti dalla griglia di Verstappen e Vettel, i quali giungono muso a muso alla prima staccata dopo il lunghissimo rettilineo. L’olandese è davanti a tutti, ma difendendosi dall’attacco del giovanissimo pilota, Vettel urta proprio la Red Bull, danneggiando la propria ala anteriore. Anche Hamilton tenta il sorpasso sul ferrarista, ma urta lo pneumatico posteriore di destra contro l’ala malconcia di Seb, causandone il perforamento. Entrambi sono costretti a entrare ai box e ricostruire la propria gara dalle retrovie. Situazione che senza ombra di dubbio, favorisce il pilota britannico della Mercedes.

Al rientro Vettel supera senza problemi Sainz e Wehrlein, invece fatica a superare Massa. L’ex ferrarista lo costringe ad un sorpasso in extremis nella chicane 4 e 5, mentre Hamilton recupera terreno su Sainz senza però impensierire il pilota Sauber. Entrambi montano ruote Soft. Impossibile percorrere 70 giri. Una volta liberatosi di Felipe Massa, Vettel non ha problemi a disfarsi di Gasly e Grosjean e risalire la china.

DESTINO RED BULL – Mentre Max Verstappen conduce senza alcun problema la gara, al 4º giro, il suo compagno Daniel Ricciarco è costretto nuovamente al ritiro a causa di un problema al motore. Più precisamente al turbo.

VIRTUAL SAFETY CAR – Al 32º giro un incendio al motore Renault della Toro Rosso di Brendon Harthley, costringe i direttori di gara ad imporre la Virtual Safety Car. Durante questo periodo di stallo tutti i piloti ne approfittano per effettuare il proprio pit stop. Occasione anche per Hamilton di montare gomma Super Soft e per Vettel che invece sceglie di montare gomma Ultra Soft.

Nel finale oramai è solo una passerella per il caloros pubblico messicano accorso ad assistere allo spettacolo della Formula 1 giunto a Città del Messico. Per rinviare ulteriormente i festeggiamente al brittanico, Sebastian Vettel è costretto a piazzarsi al secondo posto, occupato però da Bottas, distante oltre 30”. Impossibile. Nel finale Hamilton risale al 9º posto dopo aver ingaggiato e vinto un duello stupendo con Fernando Alonso. Non servono ulteriori calcoli. Gara a Verstappen, la terza nella sua carriera, e gloria per Lewis Hamilton.

 

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