Haltadefinizione: in digitale il labaro raffaellita post-restauro

Il lavoro permette di ammirare lo stendardo della Santissima Trinità prima e dopo l'intervento di recupero

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Haltadefinizione
Il lavoro di digitalizzazione

Haltadefinizione, tech company torna a Città di Castello per digitalizzare lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello. L’operazione avviene dopo il meticoloso intervento di recupero a opera dell’Istituto centrale per il Restauro. Un lavoro condotto per la mostra sull’artista visitare alla Pinacoteca comunale fino a gennaio 2022.


Lo stendardo di Raffaello è in formato elettronico


Perché Haltadefinizione ha riacquisito le immagini digitali del labaro?

Lo stendardo, già digitalizzato a maggio, poco prima che fosse sottoposto a restauro. La società ha però scelto di ripetere l’opera anche dopo l’intervento per documentare entrambe le fasi. L’ultima acquisizione condotta dopo il recupero consente a operatori, studiosi e appassionati, di osservare in modo ravvicinato la creazione. Si notano le pennellate di Raffaello e la tecnica adottata da ICR per restituire al labaro la leggibilità perduta.

Il restauro di ICR

Le restauratrici di ICR hanno scelto la tecnica del tratteggio verticale per restaurare lo
stendardo. Un metodo che permette di avere una migliore lettura dell’opera e, a distanza ravvicinata, di identificare le aree interessate dall’intervento. Luca Ponzio, fondatore della tech company, spiega il lavoro realizzato. “Siamo tornati a Città di Castello per documentare lo Stendardo dopo l’importante restauro. Le tecnologie fotografiche, sviluppate col partner Memooria, consentono di monitorare lo stato dell’opera, prima e dopo un restauro. Inoltre, permettono di pianificare campagne di digitalizzazione a intervalli di tempo. L’acquisizione non danneggia in alcun modo l’originale, anzi, ne
garantisce la tutela”.

“Raffaello giovane e il suo sguardo”

La mostra approfondisce il periodo dell’artista a Città di Castello tra il 1500 e il 1504 in cui si stacca dallo stile di Perugino. Sono anni in cui il pittore definisce una pennellata personale e una propria definizione della spazialità. Oltre allo Stendardo conservato alla Pinacoteca, l’esposizione presenta la prima opera di Raffaello giovane, “La Pala di San Nicola da Tolentino”. L’allestimento è realizzato con la collaborazione del Museo di Capodimonte che ha prestato “Eterno e la Vergine”, e la Pinacoteca di Brescia con “Angelo”. Ci sono anche il disegno dell’Ashmolean Museum di Oxford con lo studio delle teste delle fanciulle del corteo dello “Sposalizio della Vergine” e la raffigurazione per il gonfalone della SS. Trinità.

Il metodo di lavoro di Haltadefinizione

Le tecniche di acquisizione fotografica adottate da Haltadefinizione sono validate da ICR. La digitalizzazione si conferma quindi uno strumento di valore per supportare la
conservazione e il monitoraggio dello stato dell’arte. Sul sito della società è possibile esaminare lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello prima e dopo l’intervento. L’opera è una delle prime attribuzioni all’Urbinate e attualmente l’unico dipinto del Maestro presente a Città di Castello. Rappresenta quindi un caso di studio sull’utilità della tecnologia per la conservazione delle opere.

Immagini da cartella stampa.