Haftar punta i cannoni ancora su Tripoli. Il generale della Cirenaica, dopo aver fallito il blitzkrieg agli inizi di aprile, intende ancora una volta conquistare la città e la capitale del governo di unità nazionale libico, guidato dal premier Fayez al-Sarraj.

I piani dell’uomo forte della Cirenaica sembrano essere confermati dalle informazioni raccolte dall’intelligence di Tripoli che inoltre riferisce che, dietro i preparativi di attacco alla capitale, vi sarebbero anche potenze straniere quali Francia, Egitto ed Emirati. Tali Paesi, secondo quanto viene riportato, sembra che stiano contribuendo fattivamente alla guerra del generale anche attraverso la fornitura di armi e di quant’altro utile al buon esito dell’operazione.

Secondo l’Alto Consiglio di Stato libico, Haftar insieme ai suoi alleati starebbe preparando un’ulteriore offensiva per conquistare Tripoli e mettere fine al governo sponsorizzato dall’ONU.

Va notato che proprio la settimana scorsa i Paesi sopracitati avevano chiesto, insieme a Stati Uniti, Inghilterra e Italia, l’immediata cessazioni dei combattimenti e che le parti in causa, tornassero di nuovo al tavolo delle trattative, sotto la supervisione dell’ONU, rappresentato dall’inviato speciale Ghassan Salamé.

Voci non confermate, provenienti dai servizi segreti tripolini, sostengono che a breve dovrebbero aver luogo nuovi attacchi in diversi punti della capitale. L’aeroporto di Mitigata, a est di Tripoli, unico aeroporto ancora attivo, potrebbe essere uno degli obiettivi.

L’esercito nazionale libico (lna) ha invitato tutti i giovani di Tripoli ad unirsi ad Haftar, ma Serraj non sembra essere preoccupato, ovvero, ritiene di avere forze sufficienti per respingere il potenziale attacco di Haftar come aveva già fatto ad aprile.

Dopo il primo attacco, sferrato tre mesi fa, dall’esercito nazionale libico, le due fazioni non hanno mai smesso di combattere, infatti, vi sono stati numerosi raid che hanno provocato oltre mille morti e quasi seimila feriti, secondo i dati forniti l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

A destare anche molta preoccupazione è anche il numero di persone che fugge dai combattimenti, secondo alcuni dati il numero degli sfollati sarebbe salito a centomila.

Il governo italiano sembra preoccupato soprattutto per il numero degli sfollati poichè ciò potrebbe avere conseguenze negative sul piano dell’immigrazione.

Come si diceva all’inizio di quest’articolo, il generale Haftar punta di nuovo i cannoni su Tripoli, l’uomo forte della Cirenaica continua a ripetere che “l’ora zero” è giunta, e solo dopo che la capitale del governo di unità nazionale libico sarà sotto il controllo del suo esercito si potrà parlare di lotta al terrorismo.

All’orizzonte, dunque, si prepara un nuovo scontro tra le due fazioni libiche in lotta per l’anima della Libia.

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