Guo Shuqing lancia l’allarme bolla nel mercato finanziario

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Guo Shuqing, il capo del Partito Comunista alla China Banking and Insurance Regulatory Commission, ha detto ai giornalisti a Pechino che la fiducia nei mercati cinesi potrebbe essere colpita dalla volatilità nel mondo.

Perché il sistema finanziario cinese è a rischio secondo Guo Shuqing?

Secondo Guo Shuqing, la Cina incorre in alcuni rischi sistemici che potrebbero portare a una dissoluzione del proprio sistema economico. Questi rischi sono: la speculazione sulle materie prime cinese, la bolla immobiliare sui prezzi degli immobili e lo schema Ponzi attuato dallo stesso governo cinese. Le osservazioni di Guo hanno scosso i mercati della regione. Lo Shanghai Composite (SHCOM) e l’indice Hang Seng di Hong Kong (HSI) erano entrambi in rialzo prima del discorso di Guo. Inoltre, la borsa di Shangai ha chiuso in rosso questa settimana. Anche altri indici della regione sono scesi: l’Australia S&P/ASX 200 è sceso dello 0,4%, mentre il Giappone Nikkei 225 (N225) è sceso dello 0,9%.

Quali sono i temi del Forum Lujiazui di Shanghai?

Il tredicesimo Forum finanziario di Shanghai è iniziato il 10 giugno. Negli stessi giorni del G7 all’altro capo. Le discussioni al forum si concentrano su scenari caldi in campo economico e finanziario, come l’utilizzo del mercato finanziario per raggiungere il picco e la neutralità del carbonio; la cooperazione economica e lo sviluppo nel contesto della risposta globale alla pandemia; la nuova ecologia del mercato dei capitali cinese con la riforma del sistema IPO basato sulla registrazione; il nuovo ruolo dello yuan e l’allocazione delle risorse globali nel contesto della “doppia circolazione” e la trasformazione digitale dell’economia e del settore finanziario.


Monopolio digitale cinese


Maggio instabile

I nuovi prestiti bancari, in Cina, sono aumentati inaspettatamente a maggio rispetto ad aprile. La crescita del credito ha continuato a rallentare mentre la Banca Centrale cerca di contenere l’aumento del debito. Diversi alti funzionari cinesi hanno ripetutamente promesso che eviteranno qualsiasi brusco cambiamento nella politica monetaria del Paese, mantenendo bassi i costi di finanziamento e dicendo agli istituti di credito di mantenere il supporto per le piccole imprese, essendo al contempo più vigili nell’estendere il credito alle aree calde dell’economia.

Il possibile scoppio di una bolla finanziaria in Cina

Guo Shuqing ha detto che: “Abbiamo davvero paura che la bolla delle attività finanziarie estere possa scoppiare un giorno”. Le preoccupazioni cinesi sono già state espresse nei mesi scorsi, soprattutto che il comportamento da bolla si sta diffondendo nei mercati finanziari. Anche le banche di Wall Street stanno mettendo in campo le domande dei clienti sul fatto che al boom azionario, in fuga, sarà seguito un crollo che ricorda lo scoppio della bolla dot-com, scoppiata a metà anni ’90. L’allora bolla speculativa era stata causata da:

  1. estrema fiducia da parte degli investitori nelle potenzialità di un prodotto/azienda;
  2. crescita rapida del prezzo del prodotto;
  3. evento che fa vacillare le aspettative di importanti guadagni;
  4. elevati flussi di vendite;
  5. crollo finale del prezzo del prodotto.

Le parole di Guo Shuqing

Guo Shuqing ha fatto, così, eco a questi timori, aggiungendo che i rallies nei mercati statunitensi ed europei non riflettono le sfide economiche sottostanti che entrambe le regioni devono affrontare. Mentre cercano di riprendersi dalla brutale recessione dovuta alla pandemia. Un rally è un periodo in cui il prezzo di un asset vede una spinta al rialzo sostenuta. In genere, un rally si verifica dopo un periodo in cui i prezzi sono rimasti invariati, quando il mercato attraversa una fase di discesa o declino.


I regolatori cinesi stanno prendendo di mira i giganti di internet


Analisi e risposta dell’ente regolatore

Gli analisti della Mizuho Bank hanno dichiarato a CNN Business che: “lo scoppio della bolla potrebbe innescare un sostanziale afflusso di capitale straniero in Cina”. L’ente regolatore del mercato cinese, lo State Administration for Market Regulation, nel 2021 ha studiato misure efficaci per incoraggiare il libero flusso di capitali ma evitando shock ai mercati finanziari. Infatti un’enorme corsa ai fondi, in Cina, potrebbe destabilizzare la seconda più grande economia del mondo, gonfiando rapidamente la sua valuta, i beni e i prezzi.

Campanelli d’allarme di Guo Shuqing: lo schema Ponzi

Lo schema Ponzi, deriva da un truffatore italiano emigrato negli Stati Uniti nei primi anni del 900. E’ una truffa sugli investimenti. L’origine è data dal sagace Ponzi, il quale concepisce un’enorme frode ai danni degli americani. Ad inizio 900, era comune che le lettere indirizzate fuori il territorio nazionale includessero un cosiddetto buono, da utilizzare per l’acquisto di un francobollo per la risposta. I buoni avevano dei tassi di cambio differenti in ogni paese, ma il controvalore in francobolli era il medesimo in ogni paese.

La truffa

Attraverso la sua rete di contatti, Ponzi, inizia a recuperare i buoni che gli emigrati inviano ai propri parenti, per poi rivenderli sul mercato americano. Grazie ai primi introiti, Ponzi apre la sua società ed incoraggia amici e parenti a scommettere sul suo schema promettendo tassi di investimento del 50 per cento nel giro di 3 mesi. L’attività diviene sempre più grande e negli anni ’20 raggiunge un capitale di centinaia di migliaia di dollari. La truffa è proprio nel denaro che viene investito all’inizio perché Ponzi paga i rendimenti promessi ai vecchi investitori con il denaro dei nuovi investitori. Ad incamerare il denaro sono solo i primi coinvolti e ovviamente lo schema di vendita truffaldino è destinato a concludersi, dal momento che non vi sono investimenti alla base che generino profitti. Un grande circolo vizioso, anche perché il Ponzi non possedeva nessuno dei buoni postali e verrà, in seguito, arrestato per frode.

Il paragone di Guo Shuqing: lo schema Ponzi in Cina

Lo schema Ponzi potrebbe essere paragonato alla Cina. In un documento della Merics China Monitor, del 2017, il professore della UCSD Victor Shih mostra che l’economia cinese non si avvicina nemmeno lontanamente a guadagnare il suo costo del capitale. Difatti gli interessi crescono molto più velocemente del PIL. Anche il debito cinese sta salendo in maniera esponenziale per alimentare la potente crescita economica post pandemia. Le imprese statali ingaggiano prestiti che non possono mai essere ripagati, e le banche statali modificano ed estendono continuamente i prestiti in sofferenza. Il giorno del giudizio non arriva mai. Se, quindi, una terza parte interessata non chiede il rimborso, l’intero ciclo di prestiti ad alti tassi e investimenti a basso rendimento continua indefinitamente. Questa incapacità delle banche di riconoscere i prestiti in sofferenza è ciò che più dà alla Cina la sua qualità da Brave New World. Con muti segnali di mercato è impossibile dire se si sta costruendo un ponte verso il nulla. Il governo cinese sta pagando le persone con la sua stessa carta, e registrando i debiti, che sono anche denominati nella sua stessa carta.


La bolla delle criptovalute


Il settore immobiliare cinese

Il leader bancario cinese, Guo Shuqing, ha anche detto di essere preoccupato che anche il settore immobiliare cinese sia a rischio di volatilità. Una questione che secondo gli analisti implica che il paese potrebbe essere pronto a stringere i cordoni della borsa. Il presidente Xi Jinping ha detto ad una conferenza economica alla fine dello scorso anno che il paese ha bisogno di stabilizzare il mercato immobiliare nel 2021, e Pechino ha già preso alcune misure per farlo. A dicembre, i regolatori hanno emesso delle regole per limitare i prestiti al settore immobiliare. I governi locali in Cina, nel frattempo, hanno intensificato le misure dall’inizio di quest’anno per raffreddare il mercato, anche limitando gli acquisti e contenendo gli sviluppatori.

Rilancio interno cinese

La Cina ha speso centinaia di miliardi di dollari l’anno scorso nel tentativo di sostenere l’economia del paese dopo la pandemia. I suoi sforzi per spronare l’attività, anche attraverso grandi progetti infrastrutturali ed elargizioni in denaro per stimolare la spesa tra i cittadini, sembravano pagare, dato che l’economia è cresciuta del 2,3%. Ora il paese sta cercando di mantenere questo slancio, mentre misura quanto sostegno monetario sarà effettivamente necessario.