Guillaume Apollinaire, uno scrittore rivoluzionario

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Guillaume Apollinaire

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Guillaume Apollinaire, scrittore, poeta, critico d’arte e drammaturgo.

Le origini e la giovinezza

Guillaume Apollinaire nasce a Roma il 26 agosto 1880. Il padre è Francesco Flugi d’Aspermont, un ufficiale svizzero proveniente dal Cantone dei Grigioni che non riconoscerà mai il figlio. La madre è una nobildonna polacca che dà al bambino il proprio nome. Apollinaire la segue in Costa Azzurra e poi a Parigi nel 1899. Egli trascorre un’adolescenza turbolenta, nutrita di letture e segnata da continui viaggi per l’Europa nonché da studi irregolari. Per guadagnarsi da vivere Apollinaire accetta incarichi modesti e viene assunto come precettore in Renania, regione che ricorderà nei poemi Les Rhénanes. Si invaghisce di Anne Playden, la governante inglese del castello in cui lavora ma il sentimento del poeta è così totalizzante che spaventa la ragazza. Questo episodio ispira a Guillaume i versi de La chanson du Mal-Aimé.

A Parigi

Rientrato a Parigi frequenta ambienti artistici e intellettuali e, nel 1903, crea una rivista dalla vita breve, «Le festin d’Esope». A Montmartre conduce un’esistenza da bohémien, è assiduo di caffè e ateliers, soprattutto il Bateau Lavoir, dove conosce Picasso, e partecipa al dibattito sul nascente Cubismo. Incontra la pittrice Marie Laurencin con la quale intreccia una lunga relazione.

L’attività letteraria

Guillaume Apollinaire esordisce nell’agone letterario nel 1910, all’età di trent’anni, quando dà alle stampe L’eresiarca & C., una raccolta di sedici racconti fantastici – anche se, a ben vedere, il primo romanzo risale al 1900, cui fa seguito, nel 1907, Le undicimila verghe, opera di stampo libertino, sadomasochistico e grottesco. Nel 1911 pubblica la raccolta di poesie Bestiario o corteggio di Orfeo. Nella stesso anno, a causa del suo temperamento bizzarro e sopra le righe, viene accusato del furto della Gioconda, trafugata dal Louvre il 20 agosto. Apollinaire viene arrestato e tradotto in carcere, salvo poi essere scagionato dalle accuse e rimesso in libertà quando si scopre che il responsabile del reato è Vincenzo Peruggia, un dipendente del museo. Nel 1913 Apollinare pubblica Alcools, una raccolta di poesie dalla forte carica rivoluzionaria di ispirazione elegiaca e modernista che affronta temi malinconici e visionari.

La guerra

Allo scoppio della prima guerra mondiale Apollinaire sceglie di arruolarsi come volontario, attratto da quello che egli definisce “un grand spectacle” e, nell’aprile 1915, viene mandato al fronte, dove combatte con il grado di sottotenente. Intrattiene una fitta corrispondenza con due donne: Louise Coligny, conosciuta a Nîmes, e Madeleine Pagès, che ha incontrato durante un viaggio in treno.

Il 17 marzo 1916 Apollinaire viene ferito a una tempia e viene sottoposto a un delicato intervento di trapanazione del cranio. È del 1916 Il poeta assassinato, raccolta di racconti e novelle di carattere epico e autobiografico ispirata alle vicissitudini sul fronte francese. Nel 1917 viene rappresentato il “dramma surrealista” Les mammelles de Tirésias. Nel 1918 Guillaume pubblica Calligrammes, componimenti scritti in modo da formare un disegno che coincide con il soggetto della poesia stessa. L’esperienza della guerra è il fulcro di Calligrammes, scritto in parte proprio durante le battaglie. L’opera mostra uno stretto legame con il Cubismo e con le arti figurative in genere.

La morte

Debilitato dalla complessa operazione chirurgica subita due anni prima, Apollinaire contrae una congestione polmonare. Nel contempo conosce Jacqueline Kolb, la “jolie rousse” dei Calligrammes e la sposa nel luglio 1918. A novembre Guillaume si ammala di influenza spagnola. L’amico Giuseppe Ungaretti, giunto nell’attico parigino di Apollinaire per comunicargli la vittoria dell’Intesa, lo trova in stato di incoscienza, forse già deceduto. Ricoverato all’ospedale italiano di Parigi, il 9 novembre 1918 Guillaume Apollinaire viene dichiarato morto dai medici. Si è spento appena due giorni prima dell’armistizio.

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