Guglielmo II – 1166: l’ascesa al trono di Sicilia

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Il 10 maggio 1166, Guglielmo II, discendente del casato Altavilla, eredita la Corona del Regno di Sicilia. A fronte di ciò, il nuovo monarca esercita la carica sovrana, per diversi anni e riceve l’appellativo come il Buono. Figlio del secondo Re di Sicilia detto il Malo e della Principessa Margherita di Navarra e Regina di Sicilia, il regnante ottiene molta popolarità.

Guglielmo II chi è?

Il Re di Sicilia nasce a Palermo nel dicembre 1153 e decede nella città natale nel novembre 1189. Di appartenenza alla dinastia nobiliare degli Altavilla, i genitori sono Guglielmo I di Sicilia e Margherita di Navarra, entrambi regnanti alla Corona di Sicilia. All’età di dodici anni, Guglielmo succede al trono di Sicilia, per la scomparsa del padre.

A causa della giovane età del nuovo monarca, la madre affida la reggenza sovrana a tre persone, di cui: Riccardo Palmer (vescovo di Siracusa), Matteo d’Aiello (notaio) e Pietro (un parente). Intanto, la nascita nel Regno di numerosi contrasti di potere tra baroni e clero, con il malcontento del popolo.

Di fatto, la decisione della Corona di Sicilia di porre fine alle lotte tra nobiltà e la popolazione, con una riappacificazione comune. Conseguono delle misure di concessioni fiscali, con la disposizione di feudi, per le terre in disuso delle contee.

Inoltre, il sovrano accoglie nel proprio Regno gli esiliati conte normanno Roberto III di Loritello ed il quarto monarca di Sicilia Tancredi. In seguito, l’arrivo a corte di Stefano di Perche, familiare francese della Regina, che riceve i titoli di cancelliere ed arcivescovo di Palermo.

Nel 1168, la rivolta del popolo messinese in opposizione al nuovo cancelliere, con l’intervento risolutivo, del fratello della Regina, Enrico di Montescaglioso. Da qui, l’allontanamento di Perche dalla Sicilia. Mentre in Palermo prende forma un consiglio di corte, con l’aggiunta ai reggenti di altri vescovi e conti.

La carriera

Nel 1171, al raggiungimento della maggiore età, Guglielmo II riceve l’incoronazione e diviene Re di Sicilia, con l’esercizio di tutti i poteri. Durante il Regno, il monarca esegue le cariche governative con il sostegno dei propri consiglieri, ai quali attribuisce dei ruoli diplomatici.

Tra i principali personaggi, a cui si affida il sovrano di Sicilia, c’è l’arcivescovo cattolico Gualtiero. A differenza del padre, il regnante dimostra precisione e correttezza nell’esercizio delle proprie funzioni, con rispetto nei confronti del popolo e delle leggi.

Per quanto concerne le questioni politiche e di confine, anche i rapporti con i differenti Paesi riscontrano un riequilibrio. In seguito, l’arcivescovo Alfano di Camerota propone al monarca di Sicilia, il matrimonio con la figlia di Enrico II d’Inghilterra.

Di fatto, in rappresentanza del sovrano inglese, una richiesta del trono d’Inghilterra, per un’alleanza tra le dinastie Altavilla e Plantageneti, entrambi normanni. Come conseguenza il matrimonio tra il Re di Sicilia e Giovanna Plantageneto, nel 1177.

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