Guglielmo Alberti, dalla critica letteraria al cinema

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Guglielmo Alberti è uno scrittore e saggista torinese del 1900. Esponente del movimento antifascista italiano, il letterato si inserisce anche nel mondo cinematografico. Tra gli scritti più noti del saggista si ricordano: Oreste. Cronache di moralità provvisoria a cura di Pilade, Fatti personali, Charles Baudelaire, Liriche scelte.

Guglielmo Alberti chi è?

Lo scrittore, in origine Guglielmo Mori Ubaldini degli Alberti della Marmora, nasce il 14 gennaio 1900 a Torino. Nella famiglia vi sono i genitori Mario Mori degli Alberti, Enrichetta Ferrero della Marmora ed i fratelli Giulio e Raffaella. Il padre appartiene al ramo umanista e la madre è un riferimento del Risorgimento d’Italia. Fin dall’infanzia, Guglielmo riceve un’educazione aristocratica con studi privati e particolare attenzione alle lingue estere come l’inglese, il tedesco ed il francese. Dopo la formazione scolastica pubblica, Guglielmo si arruola presso la Scuola di Cavalleria, come volontario e praticante nel 1918. Alla scomparsa del padre, Alberti lascia le ambizioni precedenti ed intraprende il percorso universitario di giurisprudenza a Torino.

Ma nel 1920, segue l’abbandono della strada accademica ed il futuro saggista decide di dedicarsi alla letteratura. Nello stesso periodo, avviene la scomparsa del fratello Giulio, ancora adolescente. Successivamente, lo scrittore raggiunge Firenze ed entra nel mondo letterario e del cinema, senza distaccarsi completamente dalla città di origine. Nel 1932, Raffaella segue la strada religiosa e prende i voti come missionaria francescana. Da qui, il letterato decide di viaggiare dal Maghreb agli Stati Uniti, per poi arrivare in Brasile e stabilirsi in Svizzera. Durante la guerra, Alberti incontra Marilina Cavazza, della quale s’innamora e sposa nel 1945 a Friburgo. A fronte di ciò, dalla coppia nascono tre figli: Giulia, Natalia e Francesco.

Guglielmo Alberti: la carriera

Nel 1922, lo scrittore per mediazione dell’amico Alessandro Passerin d’Entrèves incontra Piero Gobetti, un noto politico e giornalista dell’epoca. Da qui Guglielmo Alberti collabora per Giacomo Debenedetti alla rivista “Primo Tempo” ed anche con “La Rivoluzione liberale”. Dopo due anni, Alberti diviene un critico letterario presso la rivistaIl Baretti”, in cui esprime il talento della scrittura con saggi di letteratura e cinema. Alla scomparsa di Gobetti, lo scrittore pensa alla continuità della rivista e nello stesso periodo pubblica il romanzo “Oreste. Cronache di moralità provvisoria a cura di Pilade”.

Nello scritto, l’autore racconta le difficoltà generazionali e del proprio ceto sociale, in cui distanzia dai privilegi. Segue il successo del pubblico sull’opera ed Alberti acquisisce notorietà letteraria e l’apprezzamento di personaggi, come Umberto Saba e Sibilla Eramo. In seguito, il letterato stringe delle collaborazioni anche con altre riviste, come: “Solaria, Pegaso, Pan”. Nel 1932 Guglielmo Alberti diviene aiutante direttore per il film “Soggetto Trentatré”, per Emilio Cecchi presso la casa cinematografica Cines. A Firenze, la scomparsa dello scrittore il 18 maggio 1964.  

Le opere

Il saggista produce diverse opere e tra le principali vi sono: Charles Baudelaire, Liriche scelte, Oreste. Cronache di moralità provvisoria a cura di Pilade, Alessandro Manzoni. Introduzione allo studio della sua vita e delle sue opere, Bernard Berenson, Echi e riflessioni, Autunno, in Piccoli racconti di piccoli autori, Tantalo, Morte di Proteo, Cronaca del cinematografo.

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