Guerra indo – pakistana 1965: il conflitto del Kashmir

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Nel 1965 la Guerra indo – pakistana tra India e Pakistan, ai confini dei territori di Bangladesh ed India. Di fatto, lo scontro bellico noto anche come Seconda Guerra del Kashmir, che si scatena con l’assedio dell’operazione militare pakistana, di attacco al governo indiano. Numerose le vittime per entrambi le parti avversarie, a cui segue l’intervento risolutivo dell’ONU.

Nella Guerra indo – pakistana cosa succede?

Con l’Operazione Gibilterra, le infiltrazioni della missione militare pakistana, in opposizione al governo dell’India, da aprile ed oltre la metà di settembre del 1965. L’attacco prima a Jammu, poi nel Kashmir con diverse settimane di conflitti bellici, fino all’ordine delle Nazioni Unite, della cessazione delle ostilità tra le parti. Durante la Guerra indo – pakistana, la concentrazione degli eserciti nemici, nell’area di confine tra India e Pakistan.

Di fatto, l’impiego più vasto di forze militari nel Kashmir, dai periodi dei conflitti sull’indipendenza e divisione dell’India, risalenti al 1947. A fronte di ciò, l’elevato numero di militari sui confini dei due Stati, supera in gran parte il numero dei combattenti precedenti, dal 2002. Nel corso delle battaglie tra Pakistani ed Indiani, gli scontri tra le parti nemiche, con forze blindate contro le unità di fanteria, con rinforzi di forze navali ed aeree.

Ad agosto, le milizie pakistane oltrepassano la linea di confine col Kashmir, con oltre 30.000 soldati e la difesa indiana reagisce con successi ed alcune conquiste territoriali, tra cui l’area di Haji. Entrambi gli schieramenti militari, dopo prolungati combattimenti, ottengono il predominio di diverse terre e per i Pakistani segue la conquista di Tithwal, Ponch ed Uri.

Guerra indo – pakistana: l’Operazione Grande slam

Agli inizi di settembre del 1965, il contrattacco delle milizie pakistane, con la missione nota come Operazione Grande slam, per il blocco dei rifornimenti dei nemici, a Jammu. Qui, l’obiettivo dell’esercito pakistano, di conquista del punto di riferimento delle truppe indiane, per le provviste e comunicazioni. Inoltre, gli armamenti del Pakistan risultano di forza superiore rispetto a quelli avversari, ma consegue il fallimento della missione Gibilterra.

In seguito, l’impossibilità del predominio di Akhnoor per le milizie pakistane e la decisione dell’India, di attaccare l’avversario dall’area meridionale del territorio, in Kashmir. Dopo continui scontri tra le parti, la richiesta di una tregua della guerra, da parte degli Stati Uniti, per il trasferimento dei propri cittadini dalla zona di Lahore e l’offensiva militare giunge al canale di Ichogil, il 6 settembre.

A fronte di ciò, l’attuazione degli interventi diplomatici di Stati Uniti ed Unione Sovietica, per evitare il coinvolgimento del conflitto con altri Stati. In seguito, l’intervento dell’ONU, URSS ed USA per i negoziati di conclusione del conflitto e l’accordo di pace tra gli schieramenti, nel 1966.

Le conseguenze

In seguito alla guerra, l’accordo di pace tra India e Pakistan, attraverso il Trattato di Tashkent in Uzbekistan, il 10 gennaio 1966. Tra i governatori dei Paesi, Lal Bahadur Shastri ed Ayyub Khan, con la mediazione del presidente di governo dell’Unione Sovietica Aleksej Kosygin e l’aiuto di ONU e Stati Uniti. A fronte di ciò, le disposizioni del ripiegamento militare delle milizie opposte, non oltre fine febbraio 1966, l’estraneità nelle questioni interne per entrambi le parti ed il riequilibrio delle relazioni stabili tra i due Stati.