Prosegue la guerra in Iran. Esplosioni udite in diverse città del Golfo. Secondo gli analisti, il dopo-Khamenei è in mano ai pasdaran. Il potere dei pasdaran sarà determinante per le sorti del Paese.
Prosegue la guerra in Iran
Nel terzo giorno della guerra in Iran, si sono udire forti esplosioni in diverse città del Golfo. L’Iran, dopo la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, ha attaccato i paesi della regione che ospitano le basi statunitensi. L’agenzia di stampa AFP ha riferito che lunedì mattina si sono verificate diverse forti esplosioni ad Abu Dhabi, Dubai, Doha, Manama e Kuwait City. Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha dichiarato che gli attacchi iraniani hanno causato la morte di una persona. Le infrastrutture civili in tutto il Golfo sono state colpite da sabato, inclusi aeroporti, porti marittimi, edifici residenziali e hotel.
USA e Israele continuano a colpire nonostante la morte di Khamenei. Il presidente americano Donald Trump ha affermato di aver “tre ottime scelte per la guida dell’Iran” e che “il conflitto potrebbe durare quattro settimane”. Nel frattempo, la Cina ha affermato che si oppone all’uso della forza e ha chiesto agli USA di fermare “immediatamente” le operazioni militari in Iran e di usare la diplomazia per porre fine al conflitto in Medio Oriente.
Turchia: non abbiamo aiutato USA e Israele
La Turchia ha negato le accuse di aver aiutato gli USA e Israele negli attacchi contro l’Iran, affermando di non aver consentito che il suo spazio aereo, il suo territorio o le sue basi venissero utilizzati per operazioni militari contro l’Iran. La Direzione delle comunicazioni della presidenza turca ha affermato che le notizie sui social media che sostenevano il sostegno turco agli attacchi erano “infondate” e costituivano disinformazione.
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