Guerra alla Cina: Biden prosegue la strategia di Trump

Il rapporto dell'Oms sulla Cina non è stato accettato da Biden, perciò ha richiesto un'ulteriore indagine alla propria intelligence per verificare le responsabilità sull'origine del virus

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Le speculazioni americane per cui la Cina avrebbe diffuso il virus Sars Covid 2 potrebbero essere un fattore per imporre sanzioni maggiori al governo cinese. Oppure indurre la comunità internazionale a giungere ad una guerra aperta con la Cina.

Cosa diceva il rapporto dell’Oms?

Il rapporto dell’Oms ha assolto la Cina e i collaboratori della struttura in cui sono partite le indagini. Nell’ormai famosissimo laboratorio di Virologia di Wuhan. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che è improbabile che l’epidemia si sia diffusa per un esperimento finito male. L’origine del virus deve essere ancora stabilita. Ci sono due scuole di pensiero, una che il virus si sia diffuso nel mercato aperto di Wuhan, per trasmissione da animale ad animale. Per poi giungere all’uomo. E l’altra più complottistica per cui il virus è stato generato nel laboratorio di Wuhan. Resident Evil ci aveva messo in guardia su questa ipotesi per cui tutta la società si trasformerà in zombie, ma se non sbaglio, il laboratorio era giapponese. 


La strategia americana per l’egemonia


Le speculazioni creano un clima di guerra con la Cina

La strategia di potenza americana vuole cercare un colpevole. Ed incolpare il loro più grande nemico, oggi, è la soluzione più semplice. I complottisti dei complottisti millantano anche l’ipotesi che siano stati gli americani stessi a diffondere il virus a Wuhan così per poi scatenare la guerra con la Cina.

La richiesta di ulteriori indagini

Biden ha chiesto alla propria intelligence, cioè la Cia, di mettere a punto un nuovo rapporto sulle origini del Covid. Poiché non riesce a credere che la Cina non abbia alcuna colpa nella diffusione del virus, denigrando il rapporto degli scienziati migliori del mondo. L’arroganza americana di Biden riflette quella di Trump. L’ex Presidente con la sua forza ideologia aveva già tramutato il pensiero riguardante la colpevolezza della Cina in realtà. Difatti la dialettica usata da Donald Trump ha contribuito a generare il clima di odio verso gli asiatici. Egli, infatti, appellava il Corona Virus come China Virus o Kung Flu. In modo tale da far ricadere ogni responsabilità, appunto, sulla Cina.

L’asian hate

Un fenomeno legato alla retorica americana di cui poco si parla è la crescita della violenza contro gli asiatici. Questi sono accusati di essere gli untori del virus e per questo vittime di violenza. In America del Nord, negli ultimi mesi, sono stati segnalati migliaia di casi. Anche se avere numeri precisi è difficile, dal momento che nessuna organizzazione o agenzia governativa ha monitorato il problema a lungo termine e gli standard di segnalazione possono variare da stato a stato. Per lo meno, l’ordine esecutivo di Joe Biden, del 26 gennaio, ha denunciato e condannato l’ondata di razzismo verso gli asiatici. Però le parole e i comportamenti successivi verso la Cina del Comandante in Capo, di certo, non hanno stemperato le tensioni. 


Asian Hate aumentano i sentimenti anti asiatici


Quali sono le accuse contro Pechino?

Le accuse contro la Cina sono quelle di aver dichiarato che la trasmissione del virus da uomo ad uomo era improbabile. Inoltre la Cina è accusata di una non tempestiva chiusura della regione di Wuhan e di aver avvisato in ritardo le autorità internazionali dell’Oms.

Cosa si vuole provare con queste accuse?

Il gruppo della Cia, incaricato da Biden, vuole provare che il virus sia uscito effettivamente dal laboratorio di virologia di Wuhan. Se così fosse si aprirebbe un inquietante scenario per la sicurezza internazionale. Ossia che il Covid 19 sia sfuggito nel quadro di un programma di ricerca militare. Quindi, la Cina starebbe sviluppando armi di distruzione di massa in violazione della Convezione sulle armi biologiche del 1972. Perciò la Cina potrebbe essere accusata di crimini contro l’umanità e forse costretta ad affrontare una guerra. Per ora i fatti dicono che l’Oms ha negato la responsabilità della Cina e Pechino ha sempre negato le sue responsabilità nella diffusione del Virus.


Cina contro il G7


Oggi come ieri: guerra all’Iraq e guerra alla Cina

La situazione di oggi ricorda, per certi versi, la guerra in Iraq nel 2003. Quando l’America di Bush Junior voleva provare a tutti i costi che il Paese fosse in possesso di armi di distruzione di massa. Allora non c’erano prove che l’Iraq stesse sviluppando armi nucleari. Però gli USA intrapresero, comunque, la guerra contro il paese del Golfo senza l’autorizzazione delle Nazioni Unite. Il secondo parallelo con la guerra l’Iraq è che, oggi, nei confronti della Cina ci sia non una presunzione d’innocenza bensì una presunzione di colpevolezza.

Il rapporto dell’intelligence nel 2003 e nel 2021

Il rapporto della Cia e le sue valutazioni che confermava la presenza di armi di distruzione di massa in Iraq era completamente sbagliato. La realtà, allora, era stata elusa per ottenere ciò che si voleva, una guerra. La narrativa di Biden richiama, purtroppo, quella di Bush Jr, ma anche quella di Trump. Infatti, il nuovo Presidente americano sta usando ogni mezzo per amplificare la “teoria della fuga dal laboratorio”. Probabilmente il rapporto d’indagine sarà un rapporto costruito ad hoc.


Le conseguenze della bassa credibilità di Trump


L’opinione pubblica

Ad inizio 2003, i sondaggi d’opinione avevano mostrato che la maggioranza degli americani preferiva intraprendere un cammino diplomatico con l’Iraq. Quando, però, il governo americano ha ribadito che l’Iraq avesse armi di distruzione di massa il sentimento degli americani si è tramutato verso l’utilizzo della forza militare. Quello a cui stiamo assistendo oggi è il modo con cui gli Usa trasformano la realtà. Con lo scopo di ottenere consenso in patria e all’estero. Una prova per tale disinformazione può essere che, lo stesso giorno in cui Biden ha chiesto ulteriori indagini sulle origini del Coronavirus, Facebook ha aggiornato le sue regole di disinformazione, annunciando che non rimuoverà più i post che affermano che il virus è “artificiale”.

La scusa per la guerra di Biden alla Cina

La guerra di Biden alla Cina è già iniziata male ancora prima di partire. L’interferenza degli Stati Uniti in un indagine ufficiale potrebbe creare un grave danno nella diplomazia mondiale. E basarsi di nuovo su prove, non certe, per intraprendere la propria strategia egemonica potrebbe rivelarsi un boomerang per l’amministrazione Biden. Sicuramente il rapporto della Cia sulla responsabilità della Cina nella diffusione del Covid non farà dimenticare i 605.000 morti in patria. E l’incapacità del governo americano di affrontare la pandemia.