Guelleh a Gibuti: Cronaca di una vittoria annunciata

Era scontato che il presidente uscente avrebbe vinto in quello che si presenta come un Paese democratico ma che di fatto non lo è

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Guelleh a Gibuti

Come previsto Guelleh a Gibuti ha fatto il colpaccio! Secondo i risultati provvisori la vittoria è stata schiacciante il 98,5% dei voti lo consacrano presidente. Certo viene da chiedersi: ma sono state elezioni democratiche, visto che l’opposizione si è tirata fuori dalla tornata elettorale e lo sfidante era un’indipendente e principiante nel mondo della politica? Sulla carta la democrazia non sembra essere stata intaccata: 2 sfidanti, un vincitore. Ma ci potrebbe essere molto di più. Ma andiamo ai fatti. A Gibuti un politico che voglia essere presidente non ha limitazioni nel numero di volte in cui si può candidare. L’unica limitazione è l’età che non può essere oltre ai 75 anni. Guelleh che ne ha 73 aveva tutti i diritti di farlo. Ma il paese ne aveva ancora bisogno, dopo 22 anni? A quanto pare sì, se hanno votato cosi massivamente a suo favore!

Guelleh e Gibuti binomio da 22 anni, ma è sempre andato tutto bene?

Sarà il quinto mandato quello che Ismail Omar Guelleh si appresta ad iniziare. Il paese in questi 2 decenni ha visto una ripresa economica importante grazie alla sua posizione strategica, aperta ai paesi medio orientali e indiani. Il commercio marittimo ha fatto sì che paesi stranieri investissero a Gibuti per garantirsi sbocchi sul Mar Rosso e l’Oceano Indiano. Il 40% del commercio marittimo mondiale è tutto concentrato in quel tratto di mare. D’altra parte, però, Gibuti ha visto venire meno tanti diritti fondamentali come la libertà di stampa o l’oppressione dei partiti di opposizione. Il popolo raramente in questi 22 anni si è opposto a questo “regime” quando l’ ha fatto, nel 2011, 2016 e 2020 con manifestazioni di proteste, queste sono state represse dalla polizia con gas e cariche e finite con vittime e morti.


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Dittatura e rassegnazione

In realtà come gli oppositori politici, anche il popolo appare rassegnato. Ma pensando al binomio Guelleh-Gibuti appare difficile che il “presidente” voglia mollare il potere in questo paese che è così radicato e allargato nella sua famiglia. Del resto Guelleh non è altri che il successore di Hassan Gouled Aptidon, lo zio dell’ attuale presidente, che nel 1999 lo scelse con cura, nonostante gli sia succeduto tramite elezioni. Sicuramente Guelleh farà altrettanto per il suo di successore, in barba a tutte le democrazie del mondo. Cosa ha in serbo per il futuro del suo Paese si scoprirà entro 5 anni!

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