Gucci Garden nasce dal genio visionario di Alessandro Michele, Creative Diréctor della Maison dal 2015 e guru del nuovo corso millennial dello storico marchio fiorentino.

Past and Future in the Gucci Garden

Un luogo fisico e metaforico. Uno spazio creativo in cui si nega l’ordine cronologico, classico per i musei del costume  e si crea un universo parallelo in cui coesistono passato e presente. 

Nel Gucci Garden, gli abiti, gli accessori, i memorabilia, le installazioni contemporanee si fondono così in un coloratissimo connubio immaginativo.

Gucci eye

Il logo rosa, l’occhio che tutto vede, è simbolo esoterico, rimanda al mistero che domina l’immaginario Gucci. È anche visione totale e inclusiva della contemporaneità, in cui la moda rifiuta di dettare modelli, stili di vita o di comportamento per diventare espressione delle mille ed una individualità.

Boutique e Bookstoore

Il mocassino iconico in Gucci Boutique
Victorian style

Il Museo al piano terreno ospita la Boutique: in vendita, oggetti esclusivi contraddistinti dal logo Gucci Garden. Un mash-up di pezzi unici di abbigliamento,  accessori e oggetti di design della linea Décor.

Le porcellane si ispirano, nelle forme dei vasi e nella decorazione all’Antica Arte degli Speziali. I cappelli dal sapore vittoriano si mescolano ai disegni rinascimentali dei tessuti degli abiti e delle tappezzerie in una sorta di horror vacui decorativo che domina gli spazi.

Nel Bookstore, non solo vendita di libri rari e oggetti, ma anche spazio per l’arte e l’editoria contemporanea. Qui, il Progetto Publishing Traffic di Saul Marcadent dell’Università Iuav di Venezia: serie di conversazioni e pérformances intorno a cultura visuale, ricerca estetica e moda.

Gucci Osteria

Per una sosta golosa all’interno del Museo, la Gucci Osteria dello chef pluristellato Massimo Bottura, patron dell’Osteria francescana di Modena. Nell’eleganza indiscussa della location, l’altissima qualità dei prodotti italiani si sposa alla visione cosmopolita della cucina garantita da uno staff internazionale.

Gucci Osteria

Galleria Gucci Garden

La Galleria, curata dal critico Maria Luisa Frisa, si snoda ai due piani superiori del Museo. Per le scale, murales dai temi esoterici dell’artista inglese Alex Merry che in un gioco di specchi, aprono allo spazio esterno della antistante Piazza della Signoria e la popolano di figure oniriche. 

Guccification

Guccy, Guccification… Sono le declinazioni del nome Gucci create dalla rete e poi riassorbite nella continua e costante ridefinizione del logo identitario. 

Guccy by Alessandro Michele

La prima sala del museo, è infatti dedicata al simbolo carismatico della doppia G, derivante dalle iniziali di Guccio Gucci,  fondatore della Maison. In origine, presente solo all’interno di borse e valigie, dagli anni ’70 il logo invade i tessuti di abbigliamento e accessori. Nella sala, una duplice installazione a video e a graffito di Trevor Andrew, l’artista inglese denominato GucciGhost, che intorno al logo Gucci ha incentrato tutta la sua ricerca.

Nelle teche giganti, abiti degli anni ’70 in cui la doppia G si distribuisce in colori acidi, fanno da contraltare all’interpretazione visionaria e un po’ crepy del simbolo da parte di GucciGhost. 
Le lettere che sgocciolano, alludono al sangue o alla liquefazione dei corpi?

Paraphernalia

Bamboo bag

Uno spazio ricco di codici e prodotti iconici ispirati all’ippica, sport e passatempo di quell’élite nobiliare che fin dagli esordi, ha fatto la fortuna della Casa. 

 Tra questi il Web, la banda dai colori verde rosso verde, ispirata al sottopancia della sella, la staffa e il morsetto. Motivi sempre diversi eppur riconoscibili, al netto di una maestria artigiana e di una qualità dei materiali sempre altissima e costante nel tempo.

Altri miti: la Bamboo bag (1947), dal manico incurvato che ricorda una sella e la Jackie ‘O, borsa iconica degli anni ’60 il cui nome è ispirato alla sua testimonial più famosa, Jacqueline Kennedy.

Una serie di simboli del passato che convivono indisturbati con il gusto neo punk di una maschera in rete di cristalli  e di decollété zebrate con criniera, recenti creazioni del gusto eclettico di Alessandro Michele.    

Cosmorama

Cosmorama

Nell’oscurità della sala, un occhio di bue puntato su una serie di magnifiche valigie, beauty-case e cappelliere dislocate su una scaffalatura a parete che ricorda un deposito bagagli.
Si allude così al viaggio, allo stile di vita glamour e cosmopolita del jet-set internazionale e al cinema di Hollywood e ai suoi divi.

Il maschile – mente androgina, corpo eclettico

In questo spazio prende forma il nuovo universo ALL INCLUSIVE di Gucci che ridisegna un maschile fluido, specchio fedele del carattere performante della contemporaneità.

 Ecco il giubbotto di pelle con morsetto, un must degli anni ’80 che incontra la camicia di seta con fiocco e il pizzo trasparente prestati dal guardaroba femminile. Al nero glamour anni ’90 di Tom Ford, si accostano le esagerazioni ’70 dello stivaletto rock in pitone rosso, la giacca da camera e il trench del perfetto dandy inglese.

Flora

 De rerum natura

Alle pareti foulards incorniciati, in una ricca profusione di motivi animali e vegetali, ideati dallo stilista Vittorio Accornero de Testa. Nel 1966, il celebre designer della Gucci, creò su richiesta di Grace Kelly il foulard Flora, ispirato dalla omonima figura femminile della Primavera  del Botticelli. Oggetto che divenne ben presto un must del guardaroba della donna elegante negli anni ’60, con testimonial d’eccezione come Sophia Loren e tutte le dive americane.

Nelle teche giganti, al gusto per l’animale esotico delle pellicce di cavallino anni ’70, si accosta il recente visone arancio fluo con motivi di zebre affrontate. Dal 2018, però, Gucci ha detto stop alle pellicce,  aderendo alla politica cruelty-free per gli animali, allineandosi così alla linea eco-friendly seguita da altre case di moda.

Ephemera

Conclude il percorso museale la sala con una serie di oggetti effimeri nella loro fragilità, essenziali però a testimoniare la storia della Maison: taccuini di schizzi, accessori, minimalia e memorabilia preziosi. Sulle pareti velate di chiffon rosa, una narrazione dell’apertura dei negozi Gucci nelle vie mondiali del lusso, da New York a Los Angeles a Tokio, in quella che è stata ed è, la continua e inarrestabile diffusione del marchio, come inimitabile icona del gusto che ha segnato la nostra storia.

INFORMAZIONI SU QUESTA LOCATION 
Piazza della Signoria 10  Firenze, 50122, Italia  
T:+39.055.75927010 
Gucci Garden

3 COMMENTS

  1. Mentre leggevo questo articolo avevo la sensazione di essere all’interno del Gucci Garden…..e credo proprio che andrò a visitarlo

  2. Fantastico!!! Il museo è descritto veramente in modo stupendo che sembra di essere lì a visitarlo… Sicuramente da vedere!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here