Green pass si espande a macchia d’olio: è una forzatura?

Il green pass è una forzatura?

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Green pass dilaga

Il green pass si espande a macchia d’olio, in ogni ambito della nostra vita. Difatti la certificazione permette di viaggiare, partecipare a eventi. Nonchè ad accedere a strutture e altri luoghi pubblici. Tra l’altro, da ieri, è obbligatoria, anche per i docenti e per il personale Ata. Che potranno accedere alle strutture scolastiche soltanto dopo avere mostrato la certificazione verde anti Covid-19. Intanto il Governo è al lavoro per estendere l’obbligo a tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione. Per porre fine allo smart working e riportare i lavoratori in ufficio.

Il green pass si espande a macchia d’olio: è una forzatura ingiusta?

Oltre ai no-covid stiamo affrontando una nuova sotto categoria, e cioè quella dei “no-green pass”. Complici i social network, il dibattito sull’uso della certificazione verde Covid-19 sta rapidamente degenerando. In discussioni insensate e paragoni improponibili con epoche storiche, che nulla hanno a che vedere con quella attuale. Tuttavia quello di cui si discute è se la certificazione verde sia un obbligo vaccinale surrettizio. In quanto nel movimento “no green pass” tra quanti protestano, molti sono essi stessi vaccinati. Ma non per questo rinunciano a rivendicare la libertà individuale, l’uguaglianza civile. Nonchè il rispetto dei limiti al potere contro ogni discriminazione. E’ evidente quindi che già da molto tempo la “questione green pass” ha smesso di essere un problema tecnico-sanitario. Per diventare uno strumento politico. Solo così si spiega la totale irrazionalità di certe posizioni dogmatiche.

La certificazione e’ una forzatura ingiusta?

Intanto il Tar del Lazio, con due decreti monocratici depositati oggi, respinge il ricorso del personale scolastico. Le istanze dei ricorrenti chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione. Con cui è stata stabilita la disciplina in materia di possesso del green pass per il personale scolastico. Pertanto il decreto recita: “Giusto sospendere chi non ha il green pass. In ordine al diritto del personale scolastico a non vaccinarsi, in disparte la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta. Né può essere inteso come intangibile”. Tuttavia per i presidi è una decisione esemplare. Difatti il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, commentando la decisione, afferma: “Si tratta di una decisione esemplare in quanto riafferma alcuni basilari principi della convivenza democratica”.

Il parere dei virologi

I nostri virologi sono in crisi di identità. Tanto che Andrea Crisanti ha spiazzato tutti e ha dato pure uno schiaffo alla politica. Ha parlato di green pass. E secondo lui, dire che con il lasciapassare creiamo ambienti sicuri è una bufala pazzesca. E afferma: “Bisogna utilizzarlo come incitamento alla vaccinazione”. Mentre Massimo Galli il direttore delle malattie infettive del Sacco di Milano, stupisce. Perché dopo le sue battaglie per il vaccino frena sulla terza dose e invita alla cautela. Insiste sulla necessità di sapere di più degli anticorpi.

Il green pass si espande: pericolo di radicalizzazione?

In questa impresa stiamo assistendo ad una sorta di braccio armato. E sentiamo dire tutto e il contrario di tutto. Negazionisti che invocano alla dittatura sanitaria e medici che vorrebbero internare questi soggetti. Trovare un po’ di buon senso quindi è il giusto mezzo, in una situazione che ha sconvolto le nostre vite e i nostri progetti. Di certo non è facile. Ma bisogna tentare. Il green pass ha aperto innumerevoli dibattiti che riguardano temi politici, economici, etici e morali. Ciò che emerge è il bisogno di gestire questa emergenza in modo deciso con i vaccini. Allo stesso tempo però ci si chiede se siano legittime delle politiche di obbligazione. Qui il nesso inscindibile tra vita privata e pubblica diventa evidente. Fin dove lo Stato può spingersi nel decidere sulle libertà degli individui per tutelarne degli altri? Quanto è labile il confine tra bene e male? Quanto è labile il confine tra giusto e sbagliato?


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